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Monsignor Vincenzi lascia dopo 34 anni «A San Martino persone straordinarie»

Andrea Tebaldi
Monsignor Vincenzi lascia dopo 34 anni «A San Martino persone straordinarie»

Arrivato nel 1986 è diventato un punto di riferimento anche per chi non ha mai frequentato la parrocchia  

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IL PERSONAGGIO

Monsignor Marino Vincenzi a San Martino non è “solo” un parroco. In 34 anni di permanenza alla guida della chiesa del paese, è diventato un punto di riferimento per tutti. Per chi ha frequentato con assiduità la parrocchia ma anche per chi lo ha fatto solo sporadicamente.

una tappa storica

Monsignor Vincenzi ora lascia la guida dell’unità pastorale Poggetto – che comprende le parrocchie di San Martino, Montalbano, Gaibana, Gaibanella e Sant’Egidio – «per raggiunti limiti di età» come definisce lui, anche scherzosamente, questo suo passaggio ad altro incarico. Sarà ora cooperatore pastorale della parrocchia di San Luca Evangelista. Vincenzi si è insediato a San Martino il 29 giugno 1986 e di aneddoti da raccontare in questo lungo percorso ce ne sarebbero tantissimi.

«Quando il vescovo di allora monsignor Luigi Maverna, nel 1986 mi chiamò mentre ero a Monestirolo dove ero rimasto per 16 anni – spiega colui che, per tutti, è sempre stato don Marino – chiedendomi di lasciare quella comunità in cui mi ero trovato a mio agio, per spostarmi a San Martino, provai tristezza perché lasciavo una comunità che mi aveva dato profondo affetto. Sapevo cosa lasciavo ma non sapevo che cosa avrei trovato». Poi però l’amore nacque anche con San Martino: «Mi buttai subito nella nuova avventura – spiega – che richiedeva coraggio, intelligenza e grande fede. Trovai chiesa, canonica e opere parrocchiali in pessimo stato ma, contando sull’appoggio di tante persone e di un gruppo di ragazzi straordinario, facemmo un lavoro di restauro del complesso parrocchiale. Da allora – dice ancora don Marino – penso che la parrocchia sia stata sempre un cantiere aperto in cui c’erano sempre lavori per cercare di migliorare la situazione esistente».

Dopo la tristezza iniziale, Vincenzi ricorda di avere più volte ringraziato il Signore per avergli affidato una comunità nella quale in 34 anni si sono fatte iniziative di ogni tipo. «I giovani – racconta – mi hanno sempre manifestato affetto, mi hanno accolto con tanta gioia e anche in questi giorni, in cui ho deciso di cedere il passo a un sacerdote più giovane e alla freschezza delle sue iniziative, in tanti mi hanno manifestato affetto».

tanti ricordi

Di questi anni i ricordi sono infiniti, Vincenzi ne evidenzia quattro: «I sorrisi e i saluti di tante persone, le lacrime per i tanti dolori che la vita riserva a ognuno di noi, i volti dei bambini e le ansie di tante famiglie senza lavoro». Monsignor Vincenzi intende anche rivolgere dei ringraziamenti: «In primo luogo chiedo perdono se, senza volerlo, in questo percorso ho ferito qualcuno. Poi, se abbiamo fatto tante cose, lo dobbiamo ai consigli parrocchiali, ai catechisti, al gruppo dei volontari della Caritas, a chi si è occupato di curare ordine, pulizia e abbellimento della chiesa. E ancora vorrei ringraziare il coro liturgico, l’Avis, sempre presenti per tante iniziative e durante le sagre patronali». –

Andrea Tebaldi

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