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Vittime della strada Un parco per Marco

ALESSANDRO BASSI
Vittime della strada Un parco per Marco

Il ragazzo è morto a 23 anni e la famiglia non si è mai arresa Ieri il sindaco ha voluto dare un segnale forte e tangibile  

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TAMARA

Marco Coletta non aveva ancora 23 anni quando, quindici anni esatti fa, uscì di strada e morì annegato nel canale a fianco di via Raffanello, a Baura. Quindici anni di ricordo, di memoria, di lotte da parte della famiglia, per avere più sicurezza sulle strade. Ieri mattina, nell’anniversario esatto della scomparsa, è stato intitolato a Marco Coletta, vittima della strada ma punto di partenza per una battaglia che di vite ne ha salvate molte, il parco nel centro della sua Tamara.

la giornata

Cerimonia intensa e toccante, sia pure con orari del programma fin troppo anticipati rispetto a quanto annunciato. Una cinquantina di partecipanti, con rappresentanza di Polizia di stato e locale e carabinieri. E tanti cittadini, non solo di Tamara, ma anche amici di Marco e persino l’ex rettore Patrizio Bianchi. Apertura con Alessandro Amà, presidente del consiglio comunale e tamarese, che ha anche annunciato i nomi dei tanti tamaresi scomparsi negli anni dopo incidenti stradali, ben 35 e auspicato che questa intitolazione possa essere un simbolo in modo che le istituzioni tengano la guardia alta sulla sicurezza stradale.

l’intervento

Il sindaco Pagnoni ha affermato di aver conosciuto marco attraverso il libro “la strada di Marpresentato poi in mattinata e che ripercorre tutta la vicenda umana e giudiziaria della famiglia. Un ragazzo che è diventato un simbolo suo malgrado, un luogo che aiuti a pensare alla sicurezza e alle vittime.

la famiglia

E poi il padre Daniele e la mamma Antonella, emozionata e commossa per l’iniziativa e per la risposta dei cittadini: «Grazie al Comune. Finalmente, dopo 15 anni, c’è qualcosa di tangibile, che resterà nel tempo. La sicurezza stradale è una delle pecche del nostro paese, e Marco ne è stato vittima ma, nonostante le sconfitte giudiziarie che abbiamo subito, che il suo nome sia ora scritto sulla lapide, significa anche che la sua tragedia ha significato qualcosa, e sappiamo che il guardrail installato dopo ha salvato 11 vite».

Poi la benedizione di Don Alberto Tani, che ha ricordato come «i nomi delle vittime della strada siano scritte nei cuori e di Dio, che è Dio di vita e non di morte».

i numeri

Quindi l’intervento di Luigi Ciannilli, ex presidente dell’ormai chiuso comitato Paglierini, che ha riportato numeri terrificanti: 1289 vittime, 88 contro platani non protetti, 48 annegate nei canali, serve prevenzione vera e seria, ovunque ma soprattutto in una delle province che hanno la peggiore incidenza di vittime.

Ad intervenire anche Patrizio Bianchi: «questa iniziativa è l’espressione tangibile di come un dolore così grande possa agire nel tentativo di ridurre il dolore degli altri. È importante quando il ricordo diventa un’azione collettiva, un pezzo di comunità, che non può accettare simili sacrifici». Presenti anche degli amici di Marco: Stefano Curti, Rita Melloni, che ha portato una poesia consegnata ad Antonella e Cristina Urrata. —

ALESSANDRO BASSI

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