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Bondeno, Corradi: «Cambiare adesso è una necessità. E al ballottaggio tutto sarà possibile»

Il candidato sindaco del centrosinistra dà battaglia e crede nella svolta  Il dubbio sui capelli, lo slogan, le idee per il futuro e un consiglio a Saletti 


22 aprile 2022 Fabio Terminali;


BONDENO. Lo slogan di Tommaso Corradi è “Bondeno in testa”. La genesi è particolare. «Una sera – racconta il candidato sindaco – stavo parlando con alcuni miei collaboratori del mio look e se dovessi o meno tagliarmi questi capelli ricci. Poi ci siamo detti: “Perché non partiamo proprio da lì?”. Nel senso di mettere Bondeno davanti a tutto e di avere sempre il futuro del nostro paese in testa».

Peraltro è un motto meno leghista di “Prima i bondenesi”. O sbaglio?

«Guardi che c’è sempre qualcuno che è più bondenese di qualcun altro. O che magari è di origine meridionale ma abita qui da 30 anni. E allora come ci regoliamo? La verità è che bisogna fare un ragionamento di comunità».

Al governo c’è il centrodestra da più di 20 anni, con consensi elettorali sempre elevati. Perché cambiare amministrazione allora?

«Un cambiamento ci deve essere. Le ultime giunte hanno dimostrato di non aver mantenuto le promesso, tanto che il programma elettorale del centrodestra, pur avendo cose interessanti all’interno, è praticamente identico al passato».

Definisce “immobile” la Bondeno degli ultimi anni. Come rimetterla in moto?

«Con investimenti e politiche industriali mirate. Mancano da troppo tempo. Tutti ricordiamo la promessa del pastificio da 400 posti di lavoro: sono passati sei anni, tutto svanito».

Però è già avviato il progetto Bertani, l’insediamento del deposito auto nell’area dell’ex zuccherificio.

«E ben venga, ci mancherebbe, con il riflesso che avrà sull’occupazione. Tuttavia è ben differente da quello che avrebbe un impianto produttivo vero e proprio».

Altro argomento, quello dei servizi.

«Sul sociosanitario, con attenzione ai settori più deboli e sostenendo il volontariato. Ma anche rimettendo al centro il valore delle frazioni e delle attività commerciali: svolgono un ruolo economico e sono un riferimento per i cittadini. Puntiamo alla sburocratizzazione, anche rivedendo gli affitti».

Sul versante infrastrutture, cosa serve?

«L’ultima opera importante è il ponte tra Stellata e Ficarolo negli anni ’60. Certo, serve la Cispadana, ma non possiamo aspettare solo quella. All’inizio eravamo soli a volere la bretella Belfiore col nuovo ponte, poi ci sono venuti dietro. Fondamentale è migliorare il collegamento con Ferrara, rinnovando la strada Virgiliana, ma anche verso il Polesine e il Modenese».

Parla spesso del declino demografico del Bondenese. È per questo che in lista ha messo molti giovani?

«È un segnale. Noi non siamo eredi di qualcosa o qualcuno. Guardiamo avanti. Sono stato il segretario del Pd, non lo rinnego. Dall’altra parte tentano di delegittimarmi: è intollerabile. Il centrodestra dice: “O ci siamo noi o non c’è nessuno”. Do a Saletti e ai suoi un consiglio: nessuno è predestinato a governare per sempre».

A differenza delle elezioni di cinque anni fa, stavolta sembra essere possibile un ballottaggio. Se al secondo turno dovesse andare Verri e noi lei, contro Saletti, potrebbe sostenerlo?

«Un attimo. Noi puntiamo a fare il pieno di voti al primo turno, il nostro risultato sarà una sorpresa. Per il resto siamo nel campo delle ipotesi, tutto può essere. Ma a quel ballottaggio vorrei esserci io. E una cosa la sottolineo».

Prego.

«Noi ci muoviamo per qualcosa, non contro qualcuno. A differenza di altri, non abbiamo scheletri nell’armadio da nascondere, né sensi di rivalsa contro qualcuno . I regolamenti di conti li lasciamo agli altri, non ci interessano». —


 

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