Il Pd alza la testa: «La nostra è una scelta per il bene del paese»
comacchio
A dieci giorni dal voto per la scelta del nuovo sindaco di Comacchio, gli esponenti del Pd locale, che correranno con la lista civica “Insieme per Comacchio” sostenendo la candidatura di Alberto Righetti di “Per Fare”, mettono in chiaro la loro posizione.
la posizione
In questi mesi, è inutile negarlo, molto occhi sono stati puntati su di loro e sulla loro scelta di non correre con un proprio candidato. «La nostra è una lista civica di chiama matrice progressista di centrosinistra – spiega il segretario comunale Piero Fabiani –. Il nostro elettorato ha bisogno di identificarsi in un simbolo, è vero, ma noi abbiamo fatto una scelta innovativa perché abbiamo bisogno di aprirci verso il mondo civico».
Una lettura che forse non tutti hanno capito, «perché in effetti può sembrare un’operazione messa a punto per “nasconderci” quando invece vogliamo in realtà mostrarci e cercare così persone che hanno voglia di impegnarsi politicamente. Diciamo chiaramente anche i civici diventano politi quando entrano in Comune perché poi si lavora per una istituzione e non per un’azienda».
il passato
A detta di Fabiani anche la scelta delle persone non è stata casuale ma studiata, dando la priorità al welfare e alle famiglie. Ma cosa è cambiato rispetto al passato, quando Marco Fabbri e i suoi erano “i nemici” da combattere? «Il momento storico è molto diverso e non si può fare un discorso identitario. Fabbri adesso in Regione siede tra i banchi del Pd e soprattutto è necessario andare avanti, dare continuità per non far soffocare Comacchio. È vero, hanno percorso la loro strada ma non ci siamo accodati, abbiam portato avanti e pensato un progetto civico ben preciso, per non mandare il Comune in defibrillazione».
Insomma, «ci voleva uno sforzo, un centrosinistra unito e qualcuno avrebbe dovuto capirlo. Noi abbiamo un peso importante ed entrare in Comune significa lavorare dall’interno». —
annarita Bova
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