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a processo 70enne 

«Tentò di violentarmi» Badante accusa anziano

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Lui 70enne, la badante 50enne che faceva saltuariamente le pulizie in casa dell’anziano dopo la morte della moglie. Un rapporto che è stata fragorosamente rotto dalla denuncia di lei, per tentata violenza sessuale che invece l’uomo, proprio ieri in aula, davanti ai giudici ha assolutamente smentito sostenendo trattarsi di una colossale simulazione, per denaro.

I fatti risalgono al febbraio del 2019, nella casa dell’anziano nel Ferrarese dove i due coabitavano. Lei, sposata e con il compito di far le pulizie, ma lei secondo il racconto dell’anziano ora accusato di tentata violenza sessuale, chiedeva soldi, aveva pretese al di là del normale rapporto, chiedendo addirittura a lui di comprare una casa e dargliela in affitto permettendole di abitare più vicino a lui. Il fatto al centro del processo viene innescato dalla aggressione denunciata (e presunta) da parte dell’anziano: lui l’avrebbe aggredita, con toccamenti di matrice sessuale e poi addirittura rompendole alcuni capi d’abbigliamento. La donna sarebbe uscita in queste condizioni e qui sarebbe stata soccorsa da passanti che poi chiamarono sia il 118 che i carabinieri. Il fatto denunciato è diventato un processo, ieri alla sua prima udienza, in cui sono stati ascoltati davanti al tribunale e al pm Fabrizio Valloni i vari testi del pm, la donna vittima della presunta tentata violenza, e lo stesso imputato. Che ha dato una sua versione dei fatti, spiega il suo legale Saverio Stano (il processo era a porte chiuse, quindi ci si deve limitare a ciò che riferiscono le parti) e ha sostenuto che non vi è stata nessuna aggressione a scopo sessuale, che la stessa rottura dei vestiti sarebbe del tutto discutibile e non provata (anzi simulata e prodotta da lei stesa). La donna, costituita parte civile con l’avvocato Walter Bartolini ascoltata anche lei in aula, ha ribadito le accuse, ma – sarebbe caduta in diverse contraddizioni, rilevate dal difensore dell’anziano. Accuse che sarebbero provate dalla rottura della camicetta e della spallina del reggiseno, ama evidenza la stessa difesa non vi sono ascoltante riscontri né sono stati trovati nella casa. Una vicenda dunque per cui occorre cautela e soprattutto attendere la prossima udienza, il 5 novembre, quando si concluderà la discussione e la sentenza del tribunale. Occorre ricordare che tra i due sono pendenti anche altri procedimenti: lui accusa lei di lesioni e la prossima settimana si incontreranno di nuovo davanti a giudice di pace per lesioni che lei avrebbe inferto a lui. –

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