Paron attacca le dimissionarie Il centrodestra: nessun aiuto
Quattro consigliere lasciano, il sindaco: «Delusa da modo e momento scelti» L’allarme di Fabbri della Lega: sono preoccupato per il futuro della Provincia
VIGARANO MAINARDA
Come si dice in questi casi, a Vigarano le dimissioni di quattro consigliere del Pd (due anche assessori) sta provocando una reazione a catena, che coinvolge l’intero schieramento politico vigaranese ma, di riflesso, anche il Pd a livello provinciale e la stessa Provincia, ente il cui futuro è in bilico se – come si immagina – l’avventura di questa amministrazione finirà anzitempo, col sindaco Barbara Paron che è anche il presidente della Provincia.
botta e risposta
Proprio il sindaco sul proprio profilo Facebook ha dato il via alle accuse: “Amministrare non è facile. Non è da tutti. Soprattutto in questo periodo. Stiamo attraversando un momento complicato dal profilo incerto. Abbiamo assistito per anni ad un continuo e costante aumento delle responsabilità delle amministrazioni locali, senza che venisse assegnato parallelamente un adeguato livello di risorse umane, oltre che economiche. Si incentivano le unioni di Comuni, ma senza convinzione né continuità, in un clima di incertezza generale. Considero estremamente grave e sbagliato il gesto dei due assessori e due consiglieri: lasciare i cittadini e l’amministrazione nel momento più delicato e di maggior bisogno. Capisco però che non è facile reggere lo stress, le difficoltà che rappresentano lo standard della quotidianità di chi amministra questo Paese, specie ai livelli più vicini ai cittadini. I social hanno incrementato tensione e frustrazione degli amministratori pubblici, ed è sempre più difficile trovare persone disponibili a sacrificare il proprio tempo, la propria energia e la propria serenità per esporsi continuamente alla gogna mediatica superficiale e crudele di chi spesso ignora la complessità delle situazioni. Può sembrare paradossale, ma voglio ringraziare sia gli assessori De Michele e Zoboli che la capogruppo Orsini e la consigliera Chiodi per il lavoro svolto, ma non posso esimermi dal manifestare anche tutta la mia delusione per il modo con cui hanno preso questa decisione e per il momento scelto... Dal 2006 al 2011 sono stata anch’io consigliere e assessore, e posso quindi con cognizione di causa stigmatizzare con fermezza le futili motivazioni da loro addotte, prendendo tristemente atto di come queste persone, sminuendo e sottovalutando il loro ruolo, hanno inequivocabilmente dimostrato di non esserne state all’altezza. Ho cercato di assecondarle in tutto, dedicare loro il mio tempo libero, assumendomi spesso anche le loro responsabilità, ma tutto ciò non è bastato. Gli auguro di non rendersi mai conto della gravità del loro gesto... Alle mie ex colleghe non porto rancore, non mi appartiene».
Le quattro dimissionarie si sono affidate a un comunicato: “I malumori all’interno della maggioranza sono emersi da lunga data, infatti è sotto gli occhi di tutti che da quando il primo cittadino è presidente della Provincia ha creato un’assenza istituzionale al Comune di Vigarano, portandolo a sprofondare sempre di più nella spirale della crisi e nell’immobilismo totale. Gli assessori Zoboli e De Michele hanno più volte segnalato le criticità e, per sopperire all’assenza prolungata del sindaco si sono sostituite a quest’ultimo in quelle che sono le sue competenze, ma non c’è stato il minimo interesse da parte sua, nel tempo, a cercare di trovare soluzioni serie che permettessero al paese di risollevarsi, specie in campo economico. Anche la capogruppo Orsini, da tempo, sottolineava diverse criticità e mancanza di comunicazione e condivisione delle scelte che venivano presentate ‘a cose fatte’, come ad esempio il caso Zaniboni. Il sindaco, in tutto questo tempo, non ha dato alcuna risposta ai problemi del territorio. Primo fra tutti l’argomento scuole: a fine agosto, il sindaco, che mai ha partecipato agli incontri, ha voluto tranquillizzare i genitori affermando che Vigarano era pronta a ripartire per il nuovo anno scolastico... Si era impegnata per la risoluzione dei problemi, ma la maggioranza ha constatato, durante un incontro tenutosi il 31 agosto, che nulla era cambiato. L’1 settembre la capogruppo aveva chiesto un nuovo incontro urgente ma la disponibilità del sindaco non è mai arrivata. La decisione delle dimissioni è stata sofferta, perché abbiamo dovuto scegliere se continuare a combattere per ottenere l’attenzione e la considerazione del sindaco, restando in carica, oppure rinunciare alla “poltrona”, nel rispetto della nostra coerenza, della fiducia che i cittadini hanno riposto in noi e della nostra dignità».
l’opposizione
E se negli ambienti del Pd si prende atto della rottura, insanabile, ma si criticano modalità e momento, dal centrodestra locale nessuna disponibilità a far restare in carica il sindaco. Lo hanno ribadito a gran voce gli esponenti in consiglio comunale di Lega e Fratelli d’Italia: «Non siamo disponibili - ha detto Davide Bergamini della Lega - sia ad entrare in giunta che a sostenere i resti della maggioranza rimasti in consiglio. Pazienteremo per un paio di settimane, il tempo per un consiglio con cui accedere a fondi per il nostro Comune. Fatto questo chiederemo al sindaco di dare le dimissioni. Rimarchiamo poi che chi ha dato le dimissioni è responsabile come il sindaco avendo, per oltre quattro anni, condiviso tutto». «Penso - ha aggiunto Mauro Zanella, FdI - che se il sindaco ha un poco di dignità dovrebbe dimettersi subito dopo il prossimo consiglio. Se questo non avviene daremo noi le dimissioni, facendo mancare il numero legale: metteremo fine a un’amministrazione mai attenta ai problemi della gente, dove gli assessori scappano in un momento delicato come l’avvio dell’anno scolastico...».
«Sono fortemente preoccupato per la situazione che la sinistra ha generato a Vigarano, destinata ad avere ripercussioni anche per la nostra Provincia, ente di cui Paron è presidente. In un momento come questo la nostra comunità ha bisogno di istituzioni unite e solide, che lavorino fianco a fianco per un unico obiettivo: il bene e il futuro del territorio». Parola di Alan Fabbri (Lega), sindaco di Ferrara. —
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