«Perini pericoloso» Esce dal coma e viene arrestato
Dopo le dimissioni dall’ospedale è tornato a molestare e ossessionare chi l’aveva aggredito, adesso è in carcere
Era rimasto in coma due giorni, dopo essere stato aggredito e caduto a terra davanti alla casa di via Garibaldi dove era andato a molestare chi ci abita. Cristiano Perini si è poi “dimesso” da solo dall’ospedale di Cona, e una volta fuori voleva regolare i conti a suo modo: è tornato dall’uomo con cui aveva litigato, proseguendo a molestare la famiglia di persona e con continue telefonate di minacce.
Misure violate
Ieri mattina è stato arrestato per questo e altro, perché Perini ha violato tutte le misure di sorveglianza cui è sottoposto da anni per il suo status di persona pericolosa e di truffatore seriale (ha un cumulo di pene di10 anni, non definitive, per le truffe in giro per mezza Italia). Gli ispettori della squadra mobile lo hanno arrestato proprio perché avevano verificato che negli ultimi giorni aveva continuato a molestare la famiglia e il suo aggressore (che era stato denunciato per lesioni e omissione di soccorso per aver perso il controllo con Perini che lo ossessionava). E così ora Perini si trova in carcere in attesa della convalida del suo arresto, che dovrebbe essere celebrato lunedì prossimo sulla base degli elementi di riscontro della Polizia: le violazioni alle prescrizioni della misura di sorveglianza (gli impone di non aver comportamenti di “pericolo”, illeciti con minacce e altro) e quindi anche delle continue molestie a chi lo aveva aggredito, lo ha portato da vittima ad autore del reato, da qui l’arresto. Uno dei tanti reati che ha collezionato, poiché Perini, lo ricordiamo, proprio a causa dei tanti reati che gli vengono contestati (è specializzato in truffe on-line e soprattutto con preti e sacerdoti nel ruolo di vittime) nella sua lunga carriera criminale è stato sottoposto, dal 2019, a sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno: non può frequentare pregiudicati, non può uscire e deve rimanere in casa in determinate fasce orarie.
Il fatto che lo aveva visto vittima (ruolo inconsueto nella sua vita illegale) era accaduto il 30 agosto scorso quando si era presentato in una casa di via Garibaldi, ubriaco, e aveva avuto un litigio con l’uomo che poi lo aveva aggredito: Perini voleva perorare la causa della sua fidanzata, che lavorava nella casa, e che proprio per i contatti avuti con lui era stata allontanata.
La lite e poi il coma
Il padrone di casa lo aveva invitato ad andarsene, Perini continuava a molestare lui e la famiglia, e ha perso il controllo sferrandogli un pugno: Perini, ubriaco, ha perso l’equilibro ed è caduto a terra, battendo di peso la testa. Sembrava fosse una lesione gravissima, per fortuna, dopo diversi giorni di coma (indotto) si era rimesso subito e in un batter d’occhio ha firmato le sue dimissioni. Quindi era tornato in via Garibaldi, quello stesso giorno e di continuo. Ora è in carcere. –
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