Rompe il motore dell’auto Lo cambiano ma è sbagliato
L’inganno
Aveva comprato un’auto usata, una Subaru Legacy nel 2006, dalla vecchia concessionaria Autoestense (oggi non più sulla piazza ferrarese). Un anno dopo il motore ebbe un cedimento irreparabile e gliene montarono un altro, che un anno dopo arrivo alla fusione. E si scoprì che quello sostituito era in realtà un Euro 3, mentre quello originale Euro 4. Da allora è iniziata la battaglia giudiziaria, in civile, per i danni, che non si è ancora conclusa. Dopo il primo grado (tribunale Ferrara) che diede ragione all’automobilista ferrarese, condannando a pagare la concessionaria a quasi 11 mila euro di danni materiali e 2.000 di quelli morali.
La Corte d’appello di Bologna accolse solo in parte le ragioni dell’automobilista: ravvisò la truffa per il motore diverso, ma non il nesso tra riparazione e grippaggio. Adesso ribalta tutto la Corte di Cassazione che torna a dar ragione all’auomobilista: si farà un processo d’appello bis. Al centro di tutto, ovviamente, i soldi della riparazione e sostituzione che l’automobilista reclama dalla concessionaria (oggi l’azienda che ne ha acquisito la proprietà) la rifusione dei danni, e a sua volta questa chiama in causa assicurazione e ditta che aveva fatto la rettifica del motore. All’automobilista veniva contestato (ovviamente dalla Autoestense) che il grippaggio del motore (fuso) fosse dipeso da colpe sue, mancata manutenzione. I giudici della Cassazione hanno detto no: non interessa questo, ma il fatto che il motore fornito e montato sull’auto era non conforme a tipo e modello dell’autovettura. Da qui il prossimo processo. –
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