Cosap e pubblicità, il Comune: cambia tutto anche se resta Ica
L’affidamento ad Ica della gestione dell’Imposta pubblicità e della Cosap anche per i prossimi tre anni è... la base per cambiare il rapporto tra Comune e contribuenti, a partire dai negozianti. «Ica non sarà più concessionaria ma agirà come braccio operativo dell’amministrazione, che quindi potrà applicare direttamente i propri orientamenti» sintetizza il sindaco Alan Fabbri. La raffigurazione plastica del cambiamento sarà la chiusura degli uffici Ica di palazzo ex Borsa, e la contestuale apertura di quelli comunali, «stiamo lavorando al nuovo sportello tributi locali nella zona di via Maverna» spiega il direttore generale, Alessandro Mazzatorta.
Sarà in questi uffici che il Comune gestirà direttamente i “ritorni” di avvisi di accertamento, esoneri, passi carrabili, avendo ripreso la gestione diretta di queste imposte e del Canone di occupazione spazi e aree pubbliche. L’intendimento di Palazzo Municipale è quello di evitare le raffiche di accertamenti o di multe, che negli anni scorsi avevano irritato non poco frotte di contribuenti. Traspare anche la volontà di tenersi le mani totalmente libere per manovre come quella sull’esenzione Covid delle distese di bar e ristoranti: il governo aveva deciso di attivarlo fino al termine dell’emergenza, fissata al momento al 15 ottobre, mentre la giunta da subito ne ha esteso la validità fino al 31 dicembre. Ci fosse stato ancora il concessionario privato, si sottolinea Palazzo Municipale, sarebbe stato necessario discutere con lui rimborsi o ritocchi dell’aggio. Tra parentesi, in fase di smontaggio dei nuovi dehor si vedrà se resteranno tracce sul suolo pubblico, come succede nella via Cortevecchia nel frattempo riasfaltata.
Il nuovo ruolo dell’Ica, quindi, quale sarà? «Resta come mero supporto operativo» spiega ancora Mazzatorta. In pratica si potrebbero anche rivedere gli stessi operatori allo sportello e nel back office, ma senza incentivi tipo aggio l’atteggiamento nei confronti dei contribuenti cambierà. Questo supporto tecnico, in ogni caso, costerà oltre 2 milioni di euro per tre anni, con Ica, unica partecipante, che ha portato a casa la gara con un ribasso solo dell’1,5%. —
s.c.
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