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Prezzi non competitivi Drastica riduzione del mais

Andrea Tebaldi
Prezzi non competitivi Drastica riduzione del mais

Calano gli ettari coltivati, ma Ferrara resta la prima provincia produttrice Mesini (Confagricoltura): bene il bonus nel contratto di filiera, ma non basta

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«In Italia negli ultimi dieci anni abbiamo assistito a una pesante e costante riduzione della produzione di mais; la continua perdita di produzione ha portato a coprire circa la metà dell’intero fabbisogno del Paese, nei primi anni 2000 l’offerta copriva il 100%».

Prezzi bassi

Le ragioni di questa disaffezione, spiega Claudio Mesini, presidente della Sezione Cerealicola di Confagricoltura Ferrara, «vanno fatte risalire ai prezzi bassi in essere ormai da troppi anni e a difficoltà colturali dovute a stagioni sempre più siccitose. Non dobbiamo dimenticare va avanti – che il mais è uno dei più importanti cereali, coltura strategica e fondamentale per il nostro territorio e per l’intero Paese. Una vera e propria fabbrica vegetale. Lo scorso anno la campagna maidicola nella nostra provincia si era assestata su 34.000 ettari (da granella, ceroso e da biomassa) mentre oggi si registra una leggera inversione di tendenza con oltre 37.600 ettari su un totale regionale di 105.000».

Ferrara resta di gran lunga la prima provincia produttrice di mais. «In linea di massima – prosegue la disamina Claudio Mesini – la campagna maidicola è stata buona per superficie e rese; anche se per avere il quadro completo si dovranno attendere i raccolti tardivi, il prodotto si presenta sano e privo delle tanto temute micotossine. In alcune zone si registrano rese da 120-130 quintali per ettaro(mais irrigato), mentre per quello non irrigato la resa è stata intorno ai 70-90 quintali per ettaro, con rese leggermente superiori in quegli areali che hanno goduto di qualche pioggia in più. Certo è che non è più immaginabile pensare a questa coltura senza prevedere trattamenti irrigui. Ormai per ottenere redditività dal mais, come del resto per ogni produzione, è sempre più necessario utilizzare le più moderne tecnologie (irrigazione, analisi dei terreni e concimazioni mirate, trattamenti contro la piralide, raccolta con il giusto grado di umidità), oltre che possedere una elevata professionalità; solo così si possono raggiungere risultati che consentano, seppure in un contesto di bassi prezzi, una redditività sufficiente».

Il bonus

Il presidente della Sezione Cereali di Confagricoltura Ferrara conclude: «I prezzi sono ancora ampiamente deficitari, il contratto di filiera ha stanziato un bonus di 100 euro per ettaro, che comunque sarà attivo dal prossimo anno. Segnali incoraggianti per il comparto che giungono dal tavolo tecnico permanente sul mais al Mipaaf, dove si sottolinea la massima attenzione per sostenere un comparto così fondamentale per le nostre produzioni zootecniche, ma non solo. Per il futuro non si prevedono grandi variazioni di prezzo, dobbiamo massimizzare rese, qualità e sanità della granella e dei prodotti finiti attraverso scelte varietali e produttive più performanti, avvalendoci di specifiche innovazioni che permettano il miglioramento genetico consentendo di ridurre i costi senza penalizzare la produzione». —

Andrea Tebaldi

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