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Il futuro dell’ente 

Camera di commercio Vertice decaduto ma i bandi vanno avanti

Camera di commercio Vertice decaduto ma i bandi vanno avanti

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Da domenica sera sono decaduti i tre principali organi della Camera di Commercio di Ferrara: il presidente Paolo Govoni, la giunta camerale e il consiglio camerale. Rimangono in carica il collegio dei revisori e il segretario generale Mauro Giannattasio. I tre organi decaduti erano scaduti nella primavera 2019.

Ma sia per la Camera di Commercio di Ferrara che per quella di Ravenna, per la quali era stato avviato un processo di accorpamento, c’è ancora la speranza di rimanere autonome, speranza legata all’emendamento proposto dalla Conferenza delle Regioni e che ha tra i suoi promotori il presidente Bonaccini. Se tale emendamento che il Parlamento dovrà votare entro il 14 ottobre dovesse andare in porto verrà meno il provvedimento di decadenza e le Camere resteranno autonome.

Nell’emendamento c’è uno specifico comma nel quale si esclude l’accorpamento in presenza di Camere di commercio che presentino bilanci in equilibrio economico e finanziario. I presidente delle regioni nelle quali sono in corso i procedimenti di accorpamento degli enti possono sospendere tali procedimenti per un periodo massimo di tre anni in modo che gli organi delle Camere di commercio in corso di accorpamento continueranno ad esercitare le loro funzioni fino al giorno dell’insediamento del nuovo consiglio, anche se scaduti e o decaduti dall’entrata in vigore della legge.

Quanto poi all’arrivo di commissari, non è escluso che nel frattempo vengano nominati per gestire questa funzione proprio i presidente uscenti delle rispettive Camere, Paolo Govoni per Ferrara e Giorgio Guberti per Ravenna, in modo da dare continuità al lavoro dell’ente camerale.

Nel frattempo l’attività della Camera di Commercio continua al servizio delle imprese a cominciare dai bandi messi a disposizione per favore la ripresa dopo il blocco della pandemia.

Tra l’altro il 28 settembre prenderà il via il bando a fondo perduto per la ripartenza in sicurezza che si chiuderà il prossimo 23 ottobre e prevede aiuti per 691mila euro. Intanto è un boom di domande alle Camera di commercio per lo sviluppo e le soluzioni digitali in risposta all’emergenza sanitaria, risorse che sono state esaurite in pochi giorni. –

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