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Gioia, fiducia e un po’ di timore: «Che strana scuola ci abitueremo»

Gioia, fiducia e un po’ di timore: «Che strana scuola ci abitueremo»

Prima campanella, dai ragazzi una prova di responsabilità «Si deve ricominciare, se rispettiamo le norme andrà bene»

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Davanti alle scuole si respirava soprattutto felicità e, nel giorno della riapertura dopo il lockdown, i timori della vigilia hanno lasciato il posto alla gioia. Oltre 38mila studenti e studentesse ferraresi ieri hanno cominciato un anno scolastico che impone loro una ulteriore prova di responsabilità che, del resto, hanno dimostrato di possedere. Mascherine ben alzate sul viso, le “matricole” dell’Ariosto sono state le prime a entrare in aula, secondo una logica di ingressi scaglionati comune a tutti gli istituti.

Cautela e fiducia

«Stamattina abbiamo misurato la febbre, poi siamo venuti in macchina perché per il momento meglio evitare i mezzi pubblici, il che significherà aiuto da parte dei nonni», spiega la mamma di una studentessa della 1M proveniente da Mirabello. «Avevamo proprio voglia di tornare a scuola», esclamano Rita, Giulia e Maria, già compagne di classe alle medie e ora nella stessa classe alle superiori. «Abbiamo preso l’autobus, gente ce n’era parecchia, ma tutti con le mascherine». «Vedo un grande senso di responsabilità - afferma soddisfatta la docente Cinzia Solera - sono fiduciosa». La signora Federica Pocaterra, mamma di Matilde, obietta però che «le norme sono senza dubbio necessarie, ma la vera scuola è un’altra cosa». Un po’ di ansia c’è, anche da parte delle famiglie, ammette Lorenzo della 1Q: «siamo in 1.400 e le regole vanno seguite alla lettera». Olaru Sorin, rumeno, ha accompagnato la figlia da Copparo: «Se seguiamo le norme andrà tutto bene», dice. Mauro Ferrari, docente di Scienze naturali e ambientali, spiegherà ai suoi studenti «la connessione tra virus e inquinamento. E dirò che le mascherine sono come le mutande, vanno cambiate tutti i giorni». Tranquillo e fiducioso si dichiara poi Antonio Caridi, papà di Martina. Che da parte sua non vedeva l’ora di tornare a fare lezione in presenza. «I ragazzi hanno il diritto di avere adulti all’altezza della situazione, questo è ora il nostro compito», sintetizza la preside Isabella Fedozzi garantendo poi che quella della didattica mista «resta una sperimentazione dettata dalla cautela. L’obiettivo è avere tutti in presenza».

Gli auguri

Per l’augurio “istituzionale” di buon inizio anno è stato scelto il liceo Roiti, ex scuola dell’assessore regionale Calvano e (a Bondeno) del sindaco Fabbri, che hanno esortato i ragazzi a dare prova di maturità. «Questo è un momento di gioia - ha aggiunto il dirigente scolastico provinciale Giovanni Desco - Abbiamo lavorato tanto per darvi la possibilità di tornare in classe, non sprecatela». «Perché la scuola possa continuare a svolgere appieno il suo ruolo ognuno dovrà fare la sua parte», ha aggiunto il dirigente Roberto Giovannetti.

Seduti in classe, i ragazzi della VT stanno familiarizzando con questa “nuova” scuola: «È strano, ci sono tante novità, dovremo abituarci», dice Magda Baumgartner. «È una situazione confusa, come andrà non si sa», afferma Alessandro Fabbri, mentre Virginia D’Addazi e Leonardo Benini, entrambi studenti pendolari, mettono l’accento sul traffico e l’affollamento sui mezzi pur in un giorno ancora di rodaggio.

I più piccoli

I genitori ai cancelli della scuola elementare Mosti qualche preoccupazione l’avevano. Ma anche l’entusiasmo e la voglia di normalità: «siamo positivi – dice una mamma – e felici di riportare i nostri figli a scuola. Sono stati mesi difficili per tutti, e per i bambini in particolare costretti a stare in casa». E qualcuno ci si era abituato: «ho un’altra nipotina – dice una nonna accompagnando il “grande’’ in classe – lei ha già ricominciato il nido ed è stato duro: piangeva, si svegliava di notte. Ormai era abituata a stare a casa». Ma ieri il “grande’’ alla domanda “sei contento di cominciare?’’, annuiva sorridendo dietro la mascherina. Qualcuno si è detto un po’ timoroso per eventuali contagi, «soprattutto «per i nonni». E le raccomandazioni non mancano: «io ho lasciato un bigliettino nel cestino della merenda di mio figlio – racconta una mamma – “ricordati di igienizzare le mani’’». Sorrisi anche davanti alla scuola media Boiardo di via Tisi: «Siamo emozionate – dicono le mamme all’uscita – e un po’ preoccupate, ma la scuola ha organizzato tutto al meglio e ci sentiamo rassicurate». E così nemmeno l’orario ridotto e scaglionato di questi primi giorni pare abbia creato problemi.

In provincia

Nessun intoppo alla scuola media di via Massarenti dell’Ic di Codigoro, pur con qualche apprensione da parte di molti genitori che raccomandavano ai figli l’uso della mascherina. A Bondeno e Scortichino le cose sono andate secondo copione, con arrivo puntualissimo dei pulmini «Abbiamo vissuto tanti primi giorni di scuola – dice l’assessore alla scuola Francesca Aria Poltronieri –: quello successivo al terremoto, quello all’interno delle nuove scuole antisismiche. Ora, sappiamo che l’emergenza non è finita, ma anche che con la collaborazione di tutti possiamo gestire questo anno scolastico al meglio». Il sindaco Saletti e l’assessore Poltronieri hanno supervisionato tutte le operazioni di ingresso.

Clima di gioia e allegria alla scuola media Galileo Galilei di Vigarano Mainarda. I ragazzi si sono dimostrati coscienti delle norme, avevano tutti la mascherina e si salutavano toccandosi i gomiti. Tra i genitori i sospiri di sollievo per la ripartenza si mescolavano a una velata preoccupazione. «Speriamo che vada tutto bene - commentavano in tanti - ci tranquillizza che i nostri figli sono consapevoli dell'importanza del rispetto delle norme». Massimo rispetto delle regola anche alle elementari di Lagosanto, così come all’Ic Govoni di Copparo: «A volte si fa fatica a partire», afferma una mamma, mentre molti genitori hanno trovato positivi gli incontri preparatori con gli insegnanti». Per il sindaco Pagnoni è stata «una partenza positiva» mentre il dirigente scolastico Domenico Marcello Urbinati ha spiegato che si attenderà qualche settimana per valutare eventuali correttivi. —

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