I sindacati: «Stop slogan, lavoro al centro»
Cgil, Cisl e Uil si rivolgono ai candidati sindaco. Fra i temi le politiche sociali, lo sviluppo economico e le fusioni comunali
BONDENO-COMACCHIO
Un documento in sette punti rivolto a tutti i candidati a sindaco di Bondeno e Comacchio. A recapitarlo, le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil, in vista del voto del prossimo fine settimana. Una mossa per sostenere il dibattito e “per magari passare dagli slogan e annunci alle proposte concrete, o almeno avvicinare i primi alle seconde”, scrivono i sindacati.
La filosofia di fondo è la partecipazione e la condivisione dei progetti perché, dice la segretaria della Cisl, Bruna Barberis, «c’è un bene comune più ampio rispetto alle polemiche quotidiane, anche aspre, e la responsabilità amministrativa si basa su un’analisi puntuale del territorio».
covid e lavoro
Un fattore di cui tenere inevitabilmente conto è quello pandemico. «Quando terminerà il blocco dei licenziamenti – avverte Massimo Zanirato, segretario Uil – sarà un disastro. Ecco che i sindaci saranno chiamati a fare politiche di tutela e di accompagnamento di chi sarà penalizzato». Non a caso il primo punto del documento riguarda il tema del lavoro “declinato come sicurezza, dignità e legalità”, quindi contrasto alla precarietà e garanzie per la filiera dei lavori in appalto. Il tutto richiamando il Patto per il Lavoro firmato a suo tempo.
Ampio spazio anche alle politiche sociali: inclusione e lotta alla fragilità. Poi un pizzicotto sul tema sanitario: “Non va alimentata l’idea – ammoniscono Cgil, Cisl e Uil – che la nuova Casa della salute di Bondeno o di Comacchio siano un nuovo inizio di ospedale”, sempre con l’obiettivo di restare lontani dagli slogan di sapore elettorale. «Il punto – aggiunge Zanirato – è che non sono problemi risolubili da un singolo sindaco, la loro portata è superiore. Peccato però che in questi mesi siamo stati incapaci di mettere in piedi un piano unitario provinciale per l’emergenza Covid».
UNIONI comunali “teoriche”
Condivisione, appunto. E qui emerge il tema del riordino istituzionale, da tempo sollevato dai sindacati, con semplificazioni e fusioni comunali «almeno a livello di distretto», sottolinea il segretario della Cgil, Cristiano Bertelli. Invece, sia Bondeno che Comacchio sono indietro. “Come si intende procedere con le “teoriche” Unioni del Delta e dell’Alto Ferrarese? Quale è la vostra opinione sulle potenzialità delle fusioni?”, sono le domande fatte ai candidati.
piani di sviluppo
Altro perno del documento è il calo demografico, che a dire il vero interessa più Bondeno che Comacchio dove gli abitanti crescono, fa notare Barberis. «E intanto i bisogni sociali aumentano», sottolinea Zagatti. Un parametro, quello dell’invecchiamento della popolazione su cui orientare, tra l’altro, le politiche abitative, dell’ambiente e della mobilità. Poi il ritardo infrastrutturale da colmare e per ciò che riguarda gli investimenti un po’ di pepe ce lo mette il segretario Cgil: «Il confronto è fondamentale, ma mentre per il piano all’ex Cercom di Comacchio come sindacati fummo coinvolti e il progetto ci venne illustrato, a Bondeno – dice Zagatti – del nuovo maxiparcheggio Bertani non conosciamo né il piano industriale né la qualità dell’occupazione». —
Fabio Terminali
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