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Fabbri: «Noi lavoriamo Chi ci attacca ha creato e tollerato questi problemi»

Il sindaco: chi delinque via da Ferrara  

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Il punto

«Ma questo è il sistema Italia, io credo come già affermato che in questo paese vi siano regole che permettono di difendere i delinquenti piuttosto che le persone che cercano di far bene: noi non arretriamo di un millimetro sull’impegno nella Gad. Certo, ci sono problemi, li stiamo risolvendo con l’aiuto delle forze dell’ordine e della nostra polizia locale, con una visione diversa da chi ci ha preceduti». Il processo per direttissima dopo il “sangue in Castellina” è finito da poco, l’aggressore condannato è tornato in libertà e il sindaco Alan Fabbri, ieri mattina commentava la vicenda, dopo averlo fatto poco prima su Facebook, andando oltre però. Partendo dalla Gad, che oggi ha gli stessi problemi di ieri, che pur la Lega criticava, addossando responsabilità agli ex amministratori. «Da qui ai prossimi 4 anni credo che otterremo risultati importanti, non vogliamo spostare i problemi in altre zone, e non accettiamo le critiche da chi ci attacca dicendo che i problemi sono gli stessi: io dico che a differenza di chi ci ha preceduto, che li ha tollerati e creati, noi li affrontiamo e risolviamo, perché la città ha bisogno di serenità e decoro: Ferrara negli ultimi 10 anni non è più quella che vogliamo. E dello sforzo per migliorarla devo ringraziare il vicesindaco Lodi e il questore Capocasa, per il lavoro enorme fatto in questi mesi che hanno dato una svolta importante sulla sicurezza».

Per farlo, spiega Fabbri servono «vigilanza, repressione d espulsioni immediate». Facile a dirsi, non a farsi, in Nigeria.

«Certo, ci sono problemi con il coronavirus, non si possono eseguire rimpatri per la Nigeria ma con la Tunisia sì, come ha fatto il questore in queste settimane. Quello che posso dire, alla luce di queste difficoltà è che useremo tutta la burocrazia possibile e gli atti a nostra disposizione per far sì che queste persone non abbiano un minuto di pace, chi continua a delinquere, che sia italiano, nigeriano, rosso, giallo o nero non fa differenza».

Le persone coinvolte del “sangue in Castellina”, lei le ha chiamate “bestie”, è il rilievo che le fanno: «Chi si azzanna in un centro città così come è successo come lo definiamo, persona per bene? Ripeto il rispetto vale per le persone perbene, che si integrano, non per chi delinque, per questi servono atti di polizia e giudiziari. È sotto gli occhi di tutti questa mafia di nigeriani, che esiste, non ci nascondiamo e chiamatela come volte: io non vedo percezioni, quelle di chi ci ha preceduto, ma problemi veri, non siamo ciechi. E rivendichiamo con orgoglio il lavoro che stiamo facendo: ribadisco che è solo l’inizio di un percorso, ci vuole del tempo» . –

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