Sangue in Castellina Dietro l’aggressione scontro tra vedette del traffico di droga
L’aggressore arrestato e processato ieri mattina, è libero Ad aprile fu condannato per spaccio, ora potrà esser espulso
Thankgod Ehon, nigeriano, 20 anni, regolare a Ferrara con un permesso di soggiorno rinnovato nell’ottobre 2019, è già libero: dopo aver incassato 8 mesi pena, patteggiati ieri mattina al processo per direttissima per aver aggredito e ferito l’altro connazionale, John Eigbknes di 24 anni. Che, pur con un braccio destro e la spalla squarciati dalla bottigliata di Ehon, non ha aiutato la Polizia a capire, dice di non comprendere l’italiano e di non conoscere il suo aggressore. Alla faccia delle immagini delle telecamere di piazza Castellina che registrano il loro arrivo, insieme, lunedì pomeriggio: poi, la lite, i due che si scompongono, ed Ehon che fruga dentro un cestino (guarda caso, va dritto dritto lì), trova la bottiglia , la rompe e la usa come un’arma, micidiale, disegnando poi, colpendo l’altro sotto i portici della piazza, una scena pulp, con sangue dappertutto. Ehon è stato arrestato subito dopo l’aggressione, e processato per direttissima davanti al giudice Caucci e al pm onorario Rossetti. E liberato: ma la sua sorte è già segnata, poiché appena pochi mesi fa, in aprile, in pieno lockdown, venne già arrestato per spaccio di droga e resistenza, e condannato ad altri 8 mesi di pena. E adesso, per lui non dovrebbero esserci scappatoie – sono in corso le verifiche dell’Ufficio immigrazione della questura –, e potrebbe essere attivata la procedura, quantomeno per l’accompagnamento ad un centro temporaneo di rimpatrio, via da Ferrara, lontano dalla città. Perché è sì pericoloso, ma libero, grazie a regole e leggi, dovute, applicate dai magistrati, che la politica locale e tanti cittadini sui social fanno fatica a comprendere, e commentano in modo sguaiato, senza rete. Resta la gravità dell’episodio, subito “congelato” e gestito dalla Polizia grazie all’arresto in diretta, all’intervento poco dopo l’allarme raccolto dalla pattuglia di Volante che da settimane staziona poco distante, in piazzetta Toti e Castellina, tornate ad essere zone calde.
Gravità per un episodio che la squadra mobile sta cercando di capire. Perché Ehon in realtà ha raccontato ieri al processo che il motivo dell’aggressione è riconducile ad una questione privata, soldi per un debito pregresso: Ehon sarebbe stato ospitato in casa di John, che gli chiedeva di essere pagato per questo. Lunedì pomeriggio, si erano incontrati in piazza Castellina, per questo: ma dalle parole si è passati ai fatti, a quel collo di bottiglia rotta diventata un’arma, che ha squarciato braccio, mano e spalla: 25 giorni di prognosi per John, spiega il referto sanitario, lesioni aggravate da arma impropria, dicono i verbali di polizia e gli atti del processo. Ma non può bastare alla Polizia questa spiegazione. Occorre andare oltre, perché dai pur pochi riscontri viene ipotizzato che alla base di tutto vi sia il solito regolamento di conti per la spartizione del territorio, dei punti di spaccio di droga nei punti caldi della Gad: i due nigeriani, infatti, sarebbero in realtà delle “vedette”, le sentinelle che lanciano l’allarme alla vista delle forze dell’ordine, che stazionano ancora qui in zona Gad, nonostante i controlli martellanti di Polizia, carabinieri e polizia locale. –
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