Sott’inchiesta per il like Caprini deve difendersi dal processo in Polizia
Avrà 30 giorni di tempo il perito informatico Lorenzo Benedetti per indicare alla procura se nelle memorie dei computer e nei cellulari di Luca Caprini e Marco Faccini possano esservi altri elementi riconducibili alla frase postata da Faccini su Facebook che inneggiava a Hitler e ai forni crematori e al “like” con cui Caprini approvava. Una indagine della procura con il reato di apologia al nazismo che ha travolto sia l’imprenditore Facchini che Caprini, ispettore di Polizia, sindacalista del Sap e consigliere comunale Lega. La perizia informatica, spiegano addetti, dovrà accertare vi siano questi altri elementi, anche se sono già sufficienti per configurare il gravissimo reato sia la frase di Facchini che quel like di Caprini. «Abbiamo rinunciato al ricorso al tribunale del Riesame – informava ieri mattina il difensore di Caprini, Gianni Ricciuti – perché vogliamo si faccia chiarezza il prima possibile e arrivare alla conclusione che indichiamo: non vi è nulla nel materiale informatico di Caprini (computer personale, del sindacato, dell’ufficio e della figlia e cellulari, ndr) poiché come lui ha subito ammesso si è trattato solo di un errore materiale». Facchini dal canto suo, difeso dal nuovo legale, Irene Costantino ha subito il sequestro dei computer anche dell’officina. Ma se l’inchiesta penale ha mosso i primi passi, già da oltre un mese, prima del blitz della Digos a casa di Facchini e Caprini, il ministero degli interni si era mosso chiedendo spiegazioni a Caprini: è stata aperta una istruttoria, visto il clamore della vicenda, e poi si valuterà se aprire azione disciplinare o meno che comunque verrà stoppata ora dall’inchiesta: Caprini ha spiegato con una memoria, ribadendo la sua posizione: «Ho sbagliato si è trattato di un errore materiale». –
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
