Camera di commercio «Fusioni da ridisegnare»
Uno degli emendamenti delle Regioni prevede di tenere conto di bilanci e territori Le due alternative: rinvio di tre anni o soppressione dell’articolo pro-integrazioni
Un «massimo di tre anni» di sospensione delle fusioni in essere tra Camere di commercio, tra le quali Ferrara-Ravenna, con proroga degli attuali organi anche se scaduti. In alternativa, tempo fino al 31 dicembre 2019 per rideterminare gli ambiti territoriali delle fusioni in modo da tener conto anche delle «caratteristiche socio-economiche dei territori coinvolti e delle condizioni economiche delle Camere di commercio ancora non accorpate». Come ultima possibilità, la soppressione dell’articolo 61, che prevede la nomina di un commissario negli enti inadempienti alla fusione. Sono le tre richieste di modifica del Decreto Agosto, debitamente integrate dalle indicazioni della Conferenza delle Regioni ed evidentemente in alternativa tra loro, alle quali sono affidate le speranze ferraresi di evitare il commissariamento e l’integrazione con Ravenna, vista come perdita di autonomia e spazio di manovra. Gli emendamenti saranno discussi la prossima settimana.
i contenuti
Il primo emendamento prevede il coinvolgimento dei presidenti delle Regioni coinvolte negli accorpamenti, che «possono, con apposito decreto, sospendere tali procedimenti per massimo tre anni», a causa della pandemia e dell’esigenza di concentrarsi sulla «ripartenza dei sistemi economici-produttivi». In questo periodo, tanto lungo da tendere... all’infinito, politicamente parlando, gli attuali organi scaduti della Camera di commercio di Ferrara continuerebbero ad esercitare le proprie funzioni.
Più breve il periodo di sospensione previsto dal secondo emendamento, appunto fino al dicembre dell’anno prossimo. Nel giro di un mese dalla sua approvazione, si prevede un tavolo al ministero dello Sviluppo economico alla presenza di Regioni, Comuni e Unioncamere, e delle rappresentanze economiche, che possa concordare in due mesi «criteri e modalità per la revisione del numero massimo delle camera di commercio, della loro dimensione minima, anche in deroga, in relazione alle caratteristiche socio-economiche dei territori coinvolti e delle condizioni economiche delle Camere di commercio», in modo da garantire «la presenza capillare sui territori». Sarebbero poi da ridefinire le circoscrizioni territoriali, per definire il nuovo numero delle Camere di commercio. Una vera e propria riforma della legge di fusione, dunque, che con tutta probabilità salverebbe l’autonomia di Ferrara in virtù delle difficoltà economiche del territorio e dei suoi bilanci virtuosi. Anche in questo caso resterebbero in carica gli attuali organi fino a nuovo assetto.
II terzo emendamento toglierebbe di mezzo il commissario e l’accelerazione imposta alle fusioni.
le tempistiche
Gli emendamenti sono presentati in commissione Bilancio dal capogruppo dem Andrea Marcucci, ma questa non è una garanzia assoluta. Il ministro Patuanelli ha espresso anche qualche giorno fa a Luigi Marattin (Iv) la linea del governo favorevole a completare le fusioni, compresa Ferrara-Ravenna, fortemente voluta da Unioncamere. Bisogna anzitutto passare il vaglio dell’ammissibilità, poi lo scoglio delle votazioni: se ne riparla tra una o due settimane. —
s.c.
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