La Nuova Ferrara

Ferrara

«La Paron voleva restare in sella Non siamo caduti nella trappola»

Giuliano Barbieri

A Vigarano Mainarda i consiglieri di centrodestra si sono dimessi Assemblea senza numero legale, il commissariamento si avvicina 

2 MINUTI DI LETTURA





il caso

Dopo che nella maggioranza si erano dimessi quattro consiglieri, di cui due assessori, la minoranza di FdI e Lega aveva annunciato di essere disponibile a concedere due settimane, prima di far cadere il sindaco, per dare la possibilità di concludere qualche pratica particolarmente importante.

Nelle ultime ore però la situazione è precipitata e ieri mattina Mauro Zanella e Luigi Balestra (FdI) e Davide Bergamini (Lega) hanno rassegnato le dimissioni dal consiglio, dando un’accelerata verso il commissario prefettizio. Martedì sera c’è stato un incontro tra il sindaco Barbara Paron e i resti della sua giunta: ne sono scaturite proposte fatte alle minoranze che però ha rifiutato.

«dal sindaco solo arroganza»

«Proposte prive di fondamento – dice Zanella – perché riguardavano la riqualificazione del centro di Vigarano Pieve, finanziato con fondi della ricostruzione, di cui però manca ancora il progetto e l’avvio dell’iter burocratico. Senza fondamenti anche gli eventuali contributi per la scuola della musica e la ventilata ipotesi di non poter assumere un cantoniere. Cose che si sapevano da tempo e su cui il sindaco poteva, se ne aveva voglia, mettere mano da tempo invece di dimostrare, spocchia, arroganza e continua avversione a quanto dicevamo. Abbiamo ricevuto tante telefonate di gente felice della caduta della Paron, la maggioranza erano persone che l’avevano votata e si sono sentiti traditi».

Toni duri anche da parte della Lega. «A fronte della nostra disponibilità – spiega Bergamini – perché la caduta del sindaco recasse meno danno ai vigaranesi, la Paron ha tentato un escamotage, maldestro, per cercare di restare ugualmente in sella. Non ci facciamo prendere in giro, non cadiamo in queste trappole. Non siamo noi che abbiamo fatto cadere sindaco e giunta, ma i quattro dimissionari della maggioranza». A cui viene rivolto un richiamo: «Se ci avessero avvisato delle loro dimissioni – precisa Balestra – contestualmente avremmo presentato anche le nostre e il consiglio comunale sarebbe caduto subito. Ora invece vanno attesi i tempi della burocrazia».

Prima di dimettersi i consiglieri di minoranza ne hanno discusso in assemblea. «Ci siamo ritrovati come circolo di FdI – dice il presidente Oskar Spath – e insieme ai rappresentanti della Lega abbiamo ritenuto di invitare i nostri consiglieri comunali a dimettersi subito. Questa è una sconfitta del Pd e di tutto il centrosinistra».

Ora il consiglio comunale vigaranese ha solamente cinque componenti della maggioranza, sindaco compreso, e non ha il numero legale per continuare. Impercorribile la via delle surroghe: il centrosinistra le ha esaurite e le minoranze hanno ribadito che i loro non eletti non accetteranno la sostituzione. Il percorso che porta al commissariamento è sempre più in discesa. —

Giuliano Barbieri

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google