Provincia, Minarelli accetta la reggenza «Serve però un patto condiviso da tutti»
Il sindaco di Portomaggiore verso la presidenza fino a dicembre, quando saranno rinnovati gli organismi dirigenti
Barbara Paron è arrivata a fine corsa a Vigarano Mainarda. Ormai è fatta: non appena sarà formalizzata la sua decadenza dalla carica di sindaco, un attimo dopo dovrà rinunciare anche alla presidenza della Provincia. Carte alla mano – è la legge di riforma Delrio del 2014 a delineare con chiarezza il quadro – l’automatismo scatterà senza possibilità d’appello essendo i due ruoli strettamente connessi.
Adesso, nell’ambito di una crisi politica trascinata da un livello istituzionale all’altro, la questione che si apre è cosa succederà ai piani alti del Castello Estense di Ferrara. La risposta è tutto sommato semplice. O meglio, è dettata dalla normativa: a subentrare sarà il vicepresidente Nicola Minarelli. A lui spetta la responsabilità di evitare l’arrivo del commissario traghettando l’ente verso le elezioni (anticipate, nel caso della massima carica) che rinnoveranno gli organismi.
«Ci sono dei tempi tecnici da verificare – premette Nicola Minarelli, sindaco di Portomaggiore e segretario Pd –. Di sicuro, nel mio percorso istituzionale non mi sono mai sottratto alle responsabilità di governo alla necessità di offrire il mio contributo. In questo caso per garantire la continuità dell’ente».
Quindi, la disponibilità c’è ad assumere un interim con pieno potere di firma. Ma a una condizione, precisa Minarelli: «Deve esserci un patto di condivisione largo, legato non agli schieramenti ma all’intero quadro politico». Obiettivo? «Mettere assieme 4-5 priorità per permettere nei prossimi tre mesi la progettazione degli uffici, e l’individuazione dei capitoli di bilancio necessari. In primo piano, naturalmente per quanto compete alla Provincia, sono viabilità e scuola».
L’appello va ai sei consiglieri di centrodestra (Mottola, Guaraldi, Soncini, Sartini, Zanella e Canella) che pareggiano quelli di centrosinistra (Minarelli, Marescotti, Bertolasi, Celati, Penini e Fabiani). Centrosinistra che, una volta decaduta la Paron, non avrà più una chiara maggioranza. Ecco spiegata la mossa di Minarelli, per garantirsi un percorso non accidentato.
Il mandato del consiglio provinciale è prossimo alla scadenza. Sindaci e consiglieri comunali potrebbero votare il 13 dicembre, anche per il nuovo presidente. Bisognerà vedere l’esito delle amministrative di Bondeno e Comacchio. Dovesse il centrodestra fare il pieno, potrebbe garantirsi anche la presidenza della Provincia. In pole position i sindaci di Masi, Riccardo Bizzarri, e di Terre del Reno, Roberto Lodi. Quest’ultimo più vicino alla Lega, particolare di non poco conto. —
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