La parola del ministro «A giorni primi soldi agli ex azionisti Carife»
D’Incà e il pressing del governo: pratiche da velocizzare Il Fir ha sbloccato parte degli 1,5 miliardi per gli azzerati
Il ministro Federico D’Incà arriva alle 17 a Santa Maria Maddalena e porta con sé buone notizie.
«A giorni – dichiara il titolare dei Rapporti con il Parlamento – contiamo di vedere i primi ristori (gli indennizzi, ndr) ricevuti dagli ex azionisti Carife». Parole, quelle del ministro pentastellato, che hanno un sapore quasi gradevole per i maltrattati palati dei cosiddetti Azzerati, che negli anni hanno dovuto ingoiare diversi rospi. Azzerati, peraltro, la cui fiducia nelle istituzioni in questo periodo è stata messa a dura prova. Ora, però, almeno sentendo le sobrie parole del ministro D’Incà, dovremmo esserci. E anche il fatto che la promessa arrivi direttamente dal responsabile di un dicastero ha un suo peso.
Giunto nelle nostre terre per motivi referendari, il ministro D’Incà, accolto a Santa Maria Maddalena dal sindaco Sondra Coizzi, ha fornito anche alcuni numeri importanti sulla vicenda ex Carife: tenendo conto che i risparmiatori ferraresi coinvolti e che hanno spesso perso i risparmi di una vita nel fallimento della banca sono poco più di 16mila, i dati più freschi giungono dalla commissione tecnica, la stessa alla quale D’Incà si rivolge.
«Sia il sottoscritto – dice infatti il ministro – che il collega Villarosa (sottosegretario all’Economia, ndr) abbiamo chiesto alla commissione di velocizzare le procedure». I numeri, si diceva. La Consap ha finora esaminato 38mila richieste di indennizzo giunte dai risparmiatori. Richieste di ristoro/indennizzo che, in totale, sono 144mila. Le pratiche «chiuse – ha precisato il ministro – sono oggi 780». “Chiuse”, però, non vuol dire ammesse all’indennizzo, cioè 780 è il monte pratiche che comprende sia quelle ammesse che quelle respinte. Un particolare rilevante sul quale in passato si era rischiato di ingenerare una inutile quanto dannosa confusione, e che ieri il ministro ha chiarito. «Il Fir, il Fondo Indennizzo Risparmiatori – ha proseguito D’Incà – ha sbloccato parte di quel miliardo e mezzo di euro disponibili per i ristori». E qui l’ulteriore richiamo di D’Incà alla necessità di «velocizzare le pratiche dei ristori», richiesta che «oltre al sottoscritto hanno fatto anche il collega Villarosa e lo stesso premier Conte».
La commissione tecnica tornerà a riunirsi a giorni e questo appuntamento costituirà un importante banco di prova sulle reali capacità di aumentare il numero di richieste esaminate. «Velocizzare le procedure di verifica delle richieste dei risparmiatori – ha concluso D’Incà – non è solo un giusto obiettivo, ma rappresenta anche un impegno morale per coloro che attendono da anni di poter riavere almeno parte dei soldi perduti. Su questo da parte del Governo c’è la massima coesione». —
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