Apertura della caccia Sono 1.800 i praticanti in provincia di Ferrara
L’appello del presidente di Federcaccia: rispettare le regole L’invito a osservare le distanze di sicurezza da case e campi
«Rispetto delle regole riguardanti la sicurezza e mi riferisco alla distanza di 150 metri dai centri abitati, dalle abitazioni singole e inoltre, usare cautela durante le battute di caccia ma anche rispetto di quanto stabilito nel calendario venatorio e quindi, rispetto del lavoro degli agricoltori mantenendo le distanze dalle colture».
L’appello
È questo l’appello lanciato da Giancarlo Andreghetti, presidente provinciale della Federcaccia in occasione dell’apertura generale della caccia 2020 in calendario questa mattina. Un’attività venatoria già iniziata il primo settembre nel corso della cosiddetta preapertura; un imbracciare le doppiette limitatamente ad alcune specie di selvaggina migratoria, in giornate fisse (giovedì e domenica) e solo da appostamento. Ed è proprio in questa preapertura che si è registrata l’unica novità rispetto al calendario venatorio degli anni scorsi: riguarda la caccia in deroga agli storni e al piccione. La Regione, per limitare i sostanziosi danni arrecati da selvaggina opportunista e invasiva, ha anticipato l’apertura senza limitazioni di capi per i piccioni e massimo 20 al giorno per storni. «Il resto del calendario – precisa Andreghetti – è pressoché uguale e la scelta della Regione è stata proprio per andare incontro agli agricoltori anche se, nel Ferrarese, questa caccia non è molta praticata».
Da oggi, circa 1.800 cacciatori e altrettanti provenienti da fuori provincia o regione, potranno praticare la caccia alla selvaggina migratoria dalle ore 6.10 fino alle 19 e dalle 7.10 fino alle ore 13 a quella stanziale (massimo una Lepre o due fagiani) ma solamente il giovedì e la domenica. Poi, dal 5 ottobre e fino al 6 dicembre, da appostamento o vagante con non più di due cani per cacciatore, sono possibili tre giornate a scelta. Dal primo ottobre e fino al 30 novembre, possono usufruire di altre due giornate settimanali (escluso il martedì e venerdì, giornate del silenzio venatorio) alla sola migratoria e da appostamento. «E se il cacciatore – conclude il presidente Andreghetti – non rispetterà le distanze di sicurezza dalle case, il cittadino deve avvisare la Polizia Provinciale». —
G. C.
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