In IV Novembre i nuovi traffici tra sentinelle e spacciatori
La piazza di spaccio si sposta verso il centro storico, dopo che nella zona de Grattacielo sono stati intensificati i controlli di carabinieri e polizia
Sono le sentinelle dello spaccio. Hanno occupato un centinaio di metri sopra le Mura di viale IV Novembre, prima del grande slargo. Viale IV Novembre è così diventato il nuovo capolinea del traffico di droga in centro città. Da quando i Giardini del Grattacielo sono sotto controllo costante da parte delle forze dell’ordine, il viale alberato è divenuto il fulcro dei traffici. A nemmeno 100 metri c’è lo stadio “Paolo Mazza”. Le sentinelle sono soprattutto giovani nigeriani, talvolta giovanissimi, che soprattutto di sera continuano incessantemente a girare in bicicletta sperando di adocchiare qualche cliente. Ma si vedono anche di giorno, come a noi è capitato. Abbiamo camminato per circa un’ora quasi come se fossimo davvero dei clienti che cercano qualche dose. Parcheggiata l’auto, notiamo che due giovani in bicicletta si fermano per guardarci. Sarebbe sicuramente bastato un semplice cenno per ricevere subito istruzioni su come avere la droga. Chiaramente di giorno le sentinelle sono, loro stesse, più guardinghe, tendono a non uscire troppo allo scoperto. Gli spacciatori sono ancora più nascosti. Da queste parti il mercato della droga è suddiviso tra le diverse etnie. Solitamente i nordafricani gestiscono la marijuana, mentre i nigeriani si tengono stretto il quasi monopolio di eroina e cocaina. Poi ci sono alcuni italiani che “danno una mano”. Di solito funziona così: prima ci si accorda sul prezzo, poi il pusher recupera l’involucro che contiene la droga e la consegna al richiedente-cliente che attende in un determinato punto. Non va dimenticato che su questo tratto di Mura passeggiano mamme con i bambini. «Se abbiamo paura? Diciamo che non è il massimo – ci dice una mamma – Per fortuna la presenza di polizia e carabinieri da queste parti è assidua». «Prima la zona più pericolosa era il Grattacielo – aggiunge un pensionato che cerca frescura – poi lo spaccio si è spostato da queste parti. Pur troppo questa è una piaga che riguarda tutta Ferrara, perché – conclude il pensionato – nessuna zona della città può dirsi immune». —
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