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Consegnate le lauree del lockdown Zauli: un altro segno che Unife è in salute

Giovanna Corrieri
Consegnate le lauree del lockdown Zauli: un altro segno che Unife è in salute

Cerimonia in Fiera simbolo di ripartenza. Il rettore: iscrizioni superiori al passato, bene tutti i corsi con la novità agraria  

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la ripartenza

L’opinione dei più era che fosse un “momento da restituire”. Di solennità, nel laurearsi sul tavolo della cucina di casa propria, con i soli “conviventi’’, genitori o coinquilini, ce n’è stata davvero poca, lamentava ancora qualcuno, giudicando quindi la cerimonia di consegna delle pergamene di laurea, ieri in Fiera, «un modo giusto di rimediare». Con la consegna si andrà avanti per tutta la settimana (ogni giorno dedicato ad uno o più corsi di studio), ma il primo turno (70 attestati delle professioni sanitarie) è stato “riservato’’ai neo infermieri, la cui laurea quest’anno era peraltro stata anticipata di circa venti giorni proprio per rispondere meglio all’emergenza sanitaria: in molti infatti, freschi di laurea, hanno cominciato a muoversi fra reparti e terapie intensive nei mesi del lockdown.

E ieri si sono ripresi il proprio “momento solenne” come l’ha definito lo stesso Rettore Giorgio Zauli: «è un bel momento per la nostra università e per i nostri laureati, che ci dispiaceva non potessero beneficiare della consegna della laurea insieme ai parenti». L’assessore Alessandro Balboni, con delega ai Rapporti Unife, ha accolto invece i laureati con un «bentornati. Siete molto mancati a Ferrara – ha aggiunto – ed è mancato vedere il centro pieno di giovani. Ma eventi come questo dimostrano quanto Ferrara sia una città universitaria e quanto come Amministrazione vogliamo continuare a sostenervi, per rendervi cittadini sempre più integrati nel nostro tessuto sociale». E “onorato” di partecipare alla cerimonia si è poi detto il sindaco Alan Fabbri: «onorato perché sono un ex studente e mi sento a casa, ma anche perché questo è un momento celebrativo importante dopo i mesi passati a casa per il lockdown. Credo che l’università di Ferrara – ha proseguito – si sia comportata bene nella gestione dell’emergenza sanitaria, quando a fine febbraio ha scelto di chiudere. Credo sia stato un atto di assoluta lungimiranza e a dimostrarlo, secondo Fabbri, anche le modalità di ripartenza «con i laboratori in presenza, per esempio».

Unife in salute

L’università del resto “è in salute” assicurava ancora ieri il Rettore: «le iscrizioni sono superiori di varie centinaia rispetto all’anno scorso, forse anche per aspetti tecnici come l’aver reso alcuni corsi, l’anno scorso ad accesso libero, a numero programmato: questo può aver fatto iscrivere qualcuno prima. Ma è confortante l’andamento e tutti i corsi stanno andando bene, non abbiamo perdite. In più abbiamo la novità di Agraria, con una trentina di iscritti, che sono già un buon risultato che si incrementerà».

A partire da ottobre ci saranno poi riaperture progressive, continuava Zauli, quelle delle aule studio per esempio, e la didattica sarà mista: lezioni a distanza «con videoregistrazioni che rappresentano un fattore di comodità anche i fuorisede», considerava Zauli e approfondimenti in presenza una volta a settimana. Ai protagonisti della cerimonia di ieri sono andati poi gli auguri di Fabbri per «un percorso lavorativo pieno di soddisfazioni». Percorso che molti dei presenti hanno appunto già cominciato, come due infermiere che ad applauso finale di amici e parenti erano già agghindate di corona d’alloro e bouquet: «siamo molto contente di aver potuto vivere questo momento, serviva, una laurea in casa non dà le stesse emozioni» . —

Giovanna Corrieri

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