Elisa, emozione interrotta «Guaio che non si ripeterà»
Domenica sera sotto la pioggia impianto in tilt più volte e canzoni al megafono L’organizzatore: problema a una protezione, abbiamo risistemato tutto
Il Summer Festival che sta portando in città alcune delle pop star italiane del momento (Nek, Mario Biondi, Elisa, Samuel) è scivolato su di una pioggia di tipo autunnale. Fitta, insinuante, capace di mandare in tilt gli apparati tecnologici dei service di Elisa, che l’altra sera ha dovuto interrompere il suo concerto addirittura per tre volte, un evento piuttosto raro per un live in condizioni anche più estreme. Inevitabili le domande sull’organizzazione e anche l’adeguatezza della location, una piazza Trento Trieste da incanto in condizioni ottimali, ma che ha invitato domenica sera chi voleva sfuggire agli scrosci di accalcarsi sotto la Loggia dei merciai, azzerando ogni distanziamento sociale.
Già ieri mattina gli organizzatori erano al lavoro per scongiurare il ripetersi di questi inconvenienti e mantenere intatta la qualità di questo biglietto da visita della città.
la cronaca
Domenica era partito tutto come doveva, per i 1.800 che avevano esaurito la prevendita in pochi giorni, e per la rocker triestina, misurata nell’attacco del concerto quanto visibilmente entusiasta di pubblico e location. Proprio quando Elisa stava cominciando a scaldarsi, poco dopo le 22, puntuale la pioggia ha cominciato a cadere, sempre più fitta, innestando i primi fuggi fuggi sotto i portici, sottolineati dai «mi dispiace» partecipi e pure divertiti della cantautrice. Poi il “botto”: un rumore dall’impianto audio e tutto si spegne, luci, maxischermo (che non sarà più riacceso) e musica. Ci vorrà oltre mezz’ora, con la pioggia sempre più insistente e la loggia intasata, per ripristinare la piena funzionalità del palco, con Elisa che nel frattempo si è messa a cantare qualche canzone... al megafono.
Altro stop dopo una manciata di brani, e conclusione senza bis e ancora al megafono per i saluti finali.
la spiegazione
Cos’è successo? «La pioggia ci ha fatto un brutto scherzo - spiega l’organizzatore Fabio Marzola, dell’associazione Butterfly - È sufficiente che una delle tante protezioni non si riveli all’altezza per far saltare l’impianto». Pare che si sia trattato di una semplice ciabatta non adeguatamente protetta a far scattare il salvavita. Ma l’energia elettrica è tornata dopo poco, l’audio no. «Abbiamo in effetti dovuto cercare il punto dove intervenire - risponde Marzola - ma poi il mixer digitale dello staff di Elisa, tecnologia da 250mila euro, una volta spento ci mette un quarto d’ora a riaccendersi. Abbiamo tra l’altro generatori autonomi da 250 Kw. Dobbiamo ringraziare l’artista, altri al suo posto sarebbero tornati in albergo, lei invece ha voluto assolutamente continuare, anche di fronte agli altri intoppi».
location
Non era possibile evitare l’assembramento sotto la loggia? «È vero, la gente era accalcata ma tutti con le mascherine - è sempre l’organizzatore a parlare - I 40 addetti alla security non potevano sgombrare il loggiato da centinaia di persone, tra l’altro continuava a piovere: hanno cercato di farli distanziare il più possibile».
Ieri mattina lo staff di Marzola e il service Suono Immagine hanno lavorato per riproteggere dalla pioggia l’impianto. «Gli inconvenienti non si ripeteranno» assicura l’organizzatore. —
s.c.
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