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Lavoro ultimato 

Aeroporto Marconi con piste ferraresi Il nuovo asfalto è dalla Sintexcal

STEFANO BALBONI
Aeroporto Marconi con piste ferraresi Il nuovo asfalto è dalla Sintexcal

L’azienda di via Finati ha 11 impianti al nord e al centro Italia L’amministratore delegato De Bin: la ricerca sui materiali

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Rulleranno su una pista con fondo ferrarese gli aerei in partenza dal “Marconi” di Bologna. Gli importanti lavori di ripristino del manto dello scalo bolognese, riaperta pochi giorni fa al traffico aereo, hanno visto in primo piano una realtà imprenditoriale da oltre trent’anni presente in città. Si tratta della Sintexcal di via Finati, nel cuore della zona PMI a Cassana.

La genesi

L’azienda è sorta a metà degli anni 80 da una fusione tra la “Calcestruzzi spa”, costola del gruppo Ferruzzi e la “Asfalti Sintex” . A seguito dell’accorpamento è sorta un’azienda produttrice di conglomerati bituminosi, quale fornitore per ditte specializzate del settore. Nel 1996 Sintexcal viene acquisita dal Gruppo Tonon, un importante realtà Trevigiana presente fin dal 1955 nel campo delle costruzioni in generale e produttrice oltre che dei conglomerati bituminosi anche di materiali quali calcestruzzi, servizi di posa, asfalti, bitumi, membrane impermeabilizzanti, sistemi acustici, lavorazioni marmi.

L’amministratore delegato

«Noi siamo una realtà a livello nazionale», spiega Franco De Bin, amministratore delegato di Sintexcal «abbiamo 11 impianti dislocati sul territorio fino a centro Italia». Oltre alla sede ferrarese, vero e proprio quartier generale della società, sono infatti presenti stabilimenti situati in Piemonte, in Lombardia nella zona di Milano, nelle Marche, nel Lazio e questo permette all’azienda di essere presente in maniera capillare al servizio delle squadre impegnate nei cantieri 24 ore su 24, come nel caso dell’aeroporto bolognese, dove i lavori si sono svolti riducendo al massimo i tempi di fermo del traffico aereo.

Settore ricerca e sviluppo

«In Sintexcal - prosegue De Bin - è presente al suo interno il settore di ricerca e sviluppo, dove vengono testati e verificati i prodotti che permettono di realizzare pavimentazioni innovative e durevoli per una molteplicità di contesti di intervento sia in ambito pubblico, che civile ed industriale».

Tra i materiali troviamo infatti i conglomerati bituminosi di vario tipo, dall’asfalto con caratteristiche fonoassorbente a quello utilizzato in particolare sulla rete autostradale con caratteristiche drenanti importanti per una maggiore sicurezza in caso di precipitazioni. La specificità dei materiali prodotti e commercializzati direttamente dall’azienda ferrarese permette un utilizzo su vasta gamma. Sono infatti stati studiati prodotti specifici per manutenzioni su piste di collaudo automobili (proficuo il rapporto instaurato con Fca), su piazzali per la logistica leggera e pesante, il tutto senza dimenticare l’importante aspetto di miglioramento ambientale. Molta strada è stata fatta dal lontano 1986 quando la prima sede in città era in via Marconi, trasferita dal 2007 in quella attuale. In termini occupazionali dal 2017 l’azienda è passata da 87 dipendenti ai 156 attuali e questo è un importante segnale di crescita occupazionale, dove peraltro si registra un basso turn-over, ulteriore segnale di stabilità.

La crescita

«In termini di fatturato la crescita è stata importante fino al 2008 quando a seguito della crisi finanziaria il mercato del conglomerato si è fermato, ma dal 2012 si è lentamente ripreso» prosegue l’amministratore delegato.

Attività proseguita

«Una ripresa lenta fino al 2017, ma dal 2018 i volumi si sono nuovamente incrementati fino al 2019, mentre nel 2020 abbiamo avuto una lieve flessione legata alla nota emergenza sanitaria, dove comunque non c’è stato un blocco totale dell’attività, in quanto molte opere manutentive sono comunque proseguite».

La professionalità ed il rispetto delle nuove normative imposte dalla normative per arginare il coronavirus, ha comunque permesso di far ridecollare i voli dal “Marconi” con soli 10 giorni di stop aereo, davvero pochi vista la complessità dei lavori. —

STEFANO BALBONI

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