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Dopo il crac della banca 

Il giudice blocca i pignoramenti nati dai crediti di vecchia Carife

Daniele Predieri
Il giudice blocca i pignoramenti nati dai crediti di vecchia Carife

Quattro sentenze contro la società di cartolarizzazione che li comprò in blocco Adusbef: «Hanno acquistato i titoli, non hanno le carte in regola per il recupero» 

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E l’onda lunga del crac Carife che ancora oggi vede impegnati giudici, avvocati ed ex clienti della banca cittadina fallita in contese giudiziarie: questa volta riguarda il blocco dei pignoramenti dei crediti cartolarizzati, quei crediti che Carife aveva in pancia come “deteriorati” (in sofferenza, difficili se non impossibili da incassare) e che poi negli anni, dopo il crac e vari passaggi, sono stati venduti in blocco ad agenzie specializzati che trasformano in “carta”, soldi, questi crediti.

Venduti in blocco

Agenzie che - e questa è la ricaduta sui ferraresi - comprano questi crediti a prezzi stracciati (in blocco) e poi ne chiedono la restituzione a prezzo ridotti, arrivando, in caso di mancati pagamenti, ai pignoramenti dei debitori, in questo caso ex clienti Carife per mutui e finanziamenti, su beni mobili e immobili. Una premessa di rigore per raccontare che invece, diverse cause in tribunale a Ferrara hanno sancito che «bloccare i pignoramenti dei crediti cartolarizzati è possibile», spiega tranciante l’avvocato Lorenzo Buldrini, di Adusbef di Ferrara che è riuscito a dimostrare che le società “veicolo” che hanno acquisito i crediti in sofferenza non sempre hanno le carte in regola per procedere con le esecuzioni ed il recupero forzoso delle proprie, presunte, ragioni. «Nel corso degli ultimi 12 mesi si contano già quattro provvedimenti dal Tribunale di Ferrara, su altrettante opposizioni presentate», rammenta Buldrini. Che va dritto al centro del problema, quello del mercato dei crediti deteriorati: «E’ grande soddisfazione bloccare i pignoramenti di case o stipendi, in questo periodo di forte crisi economica dovuta anche alla pandemia, da parte di società veicolo di cartolarizzazione». «Società com’è noto - approfondisce Buldrini - che acquistano in blocco, a prezzi decisamente inferiori del loro valore, i crediti deteriorati segnalati “a sofferenza” dalle banche, al fine di ricavarne il massimo profitto».

Ultima sentenza pochi giorni fa

L’ultimo atto, in ordine cronologico, è di questi giorni: un provvedimento del tribunale di Ferrara, giudice giudice esecuzioni immobiliari, Stefano Giusberti, che ha sospeso un pignoramento immobiliare attivato da una società veicolo per la cartolarizzazione dei crediti, nei confronti di un consumatore.

Un credito nato da un mutuo non pagato, acceso in passato in Vecchia Carife, e che era stato ceduto con una cartolarizzazione da Nuova Carife (la società nata dopo il crac di Vecchia Carife) all’agenzia Rev Gestione Crediti e da quest’ultima a Purple SPV. Il giudice Giusberti ha ritenuto - bloccando la richiesta - che i documenti prodotti dalla Purple per il pignoramento non fossero idonei a dimostrare i vari passaggi di cessione del credito da Nuova Carife appunto a Purple Spv.

Ma non è il solo caso: anzi. In un precedente, che risale ad oltre un anno fa, si discuteva del pignoramento di immobili di una struttura alberghiera: bene, dopo essere stata accolta la sospensione, questa si è poi trasformata - per decisione del giudice - in una dichiarazione di improcedibilità del pignoramento, e da qui con il conseguente ordine al Conservatoria registri immobiliari di cancellare l’iscrizione del pignoramento: in pratica è stato cancellato un pignoramento che avrebbe portato la vendita all’asta dell’importante albergo in città. —

Daniele Predieri

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