Il più deluso di tutti è Verri «Ho dimostrato coraggio»
LO SCONFITTO/2
È Davide Verri il più deluso di tutti da queste elezioni amministrative. Lui non si nasconde: «Non è andata come pensavamo. Sapevamo che la gara era difficile, con i nostri mezzi senz’altro inferiori rispetto agli altri. Non è passato il messaggio della nostra lista civica, la competizione si è polarizzata sui due poli principali», sostiene l’ex primo cittadino matildeo dal 1999 al 2009, tornato sulla scena politica locale dopo dieci anni di assenza.
Le urne sono lì che parlano: Verri si ferma al 6,44%, quota più bassa rispetto a quella ottenuta nel 2015 dal civico Luca Pancaldi (che si era ricandidato nella formazione di Verri), ovvero il 9.46%. All’appello mancano più di 200 voti.
Di sicuro il tentativo di insinuarsi nel campo del centrodestra da parte dell’ex dirigente di An è fallito. Almeno il risultato di bandiera di tornare in consiglio comunale è stato raggiunto, ma a lungo durante la mattinata, trascorsa nella sede del comitato elettorale, Verri aveva temuto di non farcela. «Ci sarebbe dispiaciuto molto, sarebbe stato uno smacco – ammette lui – oltre che un peccato per chi mi ha dato una mano durante questa sfida: è arrivato un piccolo riconoscimento, ora farò opposizione in consiglio».
Alan Fabbri a urne chiuse lo ha duramente criticato, dicendo che non avrebbe dovuto candidarsi di nuovo: «Non accetto questa sfida verbale – ribatte così Verri al suo successore –. Credo di aver dimostrato coraggio e di non aver una particolare sete di poltrone. Sarebbe stato più facile accettare le proposte che ci erano arrivate tempo fa. Da chi? Ma dal centrodestra ovviamente». —
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