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Ripartenza della scuola All’istituto Guercino una cartolina e un diario

be.ba

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«Abbiamo fatto del nostro meglio per organizzare una scuola diversa, ripensata, pronta ad una nuova partenza, capace di resistere ed essere il più possibile in presenza. Dobbiamo ricostruire relazioni e all’insegna della responsabilità e dell’impegno di tutti». Dopo un lungo e inteso lavoro per riorganizzare classi e spazi comuni, con tanta voglia di ritrovarsi dopo 7 mesi di lontananza, il 14 settembre le scuole di Cento hanno riaperto i loro cancelli. La sorpresa è che per dare il bentornato a tutti, studenti, genitori, docenti e personale dell’Ic Il Guercino di Cento, la dirigente scolastica Anna Tassinari ha scritto e inviato una cartolina a tutti per “riaccendere insieme la ripartenza”.

Dopo restrizioni, cantieri, modifiche e riorganizzazione, dopo «mesi di assenza, non di distanza - tiene a precisare -: abbiamo sempre cercato di essere vicino ai nostri ragazzi con incontri on line, organizzando concorsi e premiazioni in presenza, con le limitazioni d’obbligo. La scuola non si è fermata».

Tassinari ripercorre poi tutti passaggi necessari per arrivare a quello che definisce «un grande risultato: la riapertura in presenza. Ha richiesto un grande lavoro da parte di dirigenti e personale scolastico. All’Ic Il Guercino, lo assicuro, non c’è stato un giorno di “riposo”: la preparazione delle aule ha richiesto un lavoro costante e preciso, a cui hanno partecipato tutte le componenti della scuola, in primis alcuni insegnanti e anche qualche alunno. Quella che è ripartita è una scuola diversa, più “ordinata e scansionata”, nei tempi e nelle attività. Per evitare orari diversi, gli ingressi sono stati suddivisi in diversi punti di accesso. L’entrata negli edifici ha percorso guidato da frecce e routine: igienizzazione scarpe e mani prima di entrar in aula e mascherina».

«L’Ic Il Guercino ospita circa 1.100 alunni. Siamo riusciti a sistemare le aule in modo da accogliere tutti gli alunni. Solo 4 classi sono state spostate in altra sede e altre 4 divise in gruppi, mantenendo comunque gli insegnanti di riferimento. Credo che il risultato più apprezzabile sia che non abbiamo dovuto fare turni o ridurre orari. Credo sia l’anno delle forti alleanze: ai docenti ho detto che dobbiamo fare cordata. Una docente ha proposto di creare un testo condiviso, “La cordata – diario di una scuola ripensata”. C’è una scuola da ripensare - chiude -, dove il primo obiettivo è ricostruire relazioni». —

be.ba

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