Vandali in azione al parco Pavimentazione distrutta «Situazione insostenibile»
Nuovo raid nei confronti dell’area curata dai volontari Ignoti hanno rotto mattonelle e danneggiato il murale Querzola: «Non c’è rispetto»
COPPARO
I gravi danni causati al proscenio dell’anfiteatro del Parco della Marina a Copparo, sono “solo” le ultime ferite di un attacco che prosegue da molto, troppo tempo. Da un parecchio, infatti, ignoti si divertono a danneggiare e rovinare sistematicamente il parchetto gestito con costanza e devozione da Franco Querzola e alcuni amici e colleghi dell’Auser locale. Questa volta, come scritto all’inizio, si sono accaniti contro l’anfiteatro, devastandolo.
DANNI SERI
La pavimentazione che c’era tra il muro di fondo e l’emiciclo è stata quasi completamente distrutta. Le mattonelle quadrate in cotto rosso sono state rote, maciullate, spaccate, insomma, irrimediabilmente colpite, da ignoti. E visto lo stato in cui versa l’ormai ex pavimentazione, i vandali si sono anche impegnati parecchio.
Anche perché, visto che non bastava rompere le mattonelle, hanno scalzato i resti delle formelle e con i cocci hanno danneggiato anche il murale realizzato qualche anno fa da Pamini, noto soprattutto per le sculture realizzate con materiale di recupero. Con malsana dovizia i vandali hanno sbrecciato l’opera facendo saltare non poche parti del dipinto. I danni causati al Parco della Marina sono sistematici e annosi. «Non si può andare avanti così», ha detto Franco Querzola, detto Cànòn, mentre ramazza alla mano, cercava di riportare un po’ di ordine e decoro all’area.
il rammarico
«Non c’è rispetto per un bene di tutti, non c’è educazione, e non ci si cura per chi lavora a fondo per dare vita ad un parco che senza queste stupidaggini sarebbe un vero gioiello, perché è molto frequentato e con grande soddisfazione, da tanti cittadini. Solo che qualcuno non lo rispetta».
Domenica nel campetto da calcio situato all’interno del parco pubblico si giocherà la partita in memoria degli amici scomparsi organizzata dai Gentlemen: la speranza è che prima di allora, ma nemmeno dopo, ci sia un nuovo raid. —
ALESSANDRO BASSI
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