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PIEVE DI CENTO 

Comunità in lutto per don Paolo Domani l’ultimo saluto

Comunità in lutto per don Paolo Domani l’ultimo saluto

All’età di 83 anni è morto il parroco, officiante anche a Cento Era legato al Santuario del Crocifisso. «Gli siamo tutti grati»

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PIEVE DI CENTO

La situazione si era aggravata notevolmente nei giorni scorsi, tanto che già lunedì si erano rincorse le voci, poi smentite, del suo decesso. Ma don Paolo Rossi, parroco per una quindicina d’anni a Pieve di Cento, è poi morto nella notte fra martedì e mercoledì all’ospedale di Cento, all’età di 83 anni.

«Siamo addolorati e al tempo stesso immensamente grati per tutto quello che don Paolo Rossi ha fatto e dato alla comunità di Pieve, comunichiamo a tutta la cittadinanza che abbiamo appreso della sua morte presso l’ospedale di Cento, dove era ricoverato Ora ci stringiamo tutti insieme in un forte e collettivo abbraccio a lui ed a tutti i suoi cari». Questo il messaggio sulla pagina Facebook del Comune centopievese, a firma del sostituto di don Paolo, il parroco don Angelo Lai, e del sindaco, Luca Borsari.

Una notizia attesa, ma che ha comunque sollevato il cordoglio dei tanti parrocchiani che nel corso di questi anni hanno incontrato don Paolo.

la concomitanza

Ed è una coincidenza che la morte del parroco originario di San Pietro in Casale sia avvenuto proprio nella settimana delle importanti celebrazioni del Ventennale del Crocifisso, quello che lui definiva “il mio crocifisso”. E venerdì scorso una messa alla presenza di diversi vescovi è stata dedicata proprio alla lotta di don Paolo contro la malattia. Il prete era arrivato a Pieve il 17 novembre del 2002, è anche il parroco del terremoto, quello che con grande gioia nel novembre del 2018 ha accolto la riapertura della Collegiata ferita dal sisma, anche se dal 2016 non era più il prete di Pieve di Cento.

La vita

Don Paolo, come detto, era originario di San Pietro in Casale. La sua famiglia era emigrata dal Vicentino verso l’Emilia. Nel febbraio del 1937 è nato a San Benedetto, piccola frazione di San Pietro in Casale, per poi trasferirsi dopo pochi mesi a Cà de’ Fabbri, dove rimase con la famiglia fino al 1954. «È stato negli anni della residenza di San Benedetto che la famiglia, religiosa e praticante, conobbe il Santuario del Crocifisso Miracoloso di Pieve di Cento e, data la vicinanza, iniziò la frequentazione e ne divenne devota». È lo stesso don Paolo a scrivere questo nel libro realizzato per la Ventennale del Crocifisso.

Una volta diventato prete, ha lavorato per tanti anni a Idice, nel Bolognese, per poi diventare il parroco di Poggio Renatico e nel 2002 il passaggio a Pieve di Cento, sempre sotto la Diocesi di Bologna. Poi, da quando nel 2016 non aveva più l’incarico parrocchiale, è diventato officiante nelle chiese di Cento.

Persi da anni i genitori e un fratello, don Paolo lascia la sorella e gli altri parenti. L’ultimo saluto è stato fissato domani alle 14.30 nella “sua” Collegiata a Pieve con la presenza del cardinale Matteo Zuppi. La salma del parroco 83enne arriverà alla Collegiata già oggi alle 18, in occasione del Rosario, sarà possibile così per i suoi parrocchiani salutarlo un’ultima volta. Al termine della cerimonia funebre di domani, don Paolo riposerà nel cimitero centopievese, nella cappella dove vi sono gli altri parroci morti. —

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