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L’ex prosindaco si sfoga: «Momenti molto difficili e qualcosa si era rotto»

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L’ex prosindaco si sfoga: «Momenti molto difficili e qualcosa si era rotto»

Fantinuoli spiega la rinuncia a correre da sindaco: i civici erano divisi «I comacchiesi mi hanno dato soddisfazioni e anche ringraziato» 

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il caso

È arrivato da solo, in sella alla sua bicicletta, e si è diretto verso il nuovo sindaco Pierluigi Negri per complimentarsi con lui. Denis Fantinuoli, sindaco facente funzioni e vicesindaco per anni accanto a Marco Fabbri, è stato l’unico della vecchia giunta che si è palesato in piazza. Certo, magari gli altri hanno mandato messaggi privati e telefonato ma la faccia davanti alla gente ce l’ha messa Fantinuoli e gli avversari hanno apprezzato. «Per fortuna non hanno candidato lui – dicono ridendo sotto al loggiato del Bar Ragno i vincitori –, era un bel nome, un ragazzo che avrebbe senza dubbio dato del filo da torcere».

i fatti

Ed in effetti cosa sia realmente successo all’interno dell’ex maggioranza è ancora da comprendere fino in fondo anche se il fatto che Marco Fabbri nel suo video di ringraziamenti abbia fatto i nomi di tutti tranne che del suo vicesindaco (e Fabbri non è uno da facili distrazioni) è la dimostrazione che qualcosa si è rotto. «È così – ammette Fantinuoli –. Dopo anni insieme, dopo mille gioie e altrettante difficoltà le strade si sono divise e i muri si sono alzati». Il perché Fantinuoli non lo dice nemmeno a urne chiuse, ma non è un segreto per nessuno: sul tavolo un documento in cui veniva detto che in caso di vittoria comunque Marco Fabbri sarebbe stato capo di gabinetto. Fantinuoli ha detto no e la scelta è quindi andata su Alberto Righetti, già presidente del consiglio comunale. «La scelta di non presentarmi non è stata legata a problemi personali – ammette Fantinuoli –. O meglio, è vero che ad un certo punto mi sono tirato indietro ma perché non c’era più e non ci poteva essere l’armonia di un tempo. Questi per me sono stati mesi molto difficili, ho fatto il sindaco perché Fabbri è andato in Regione e l’ho fatto in un momento tremendo, in piena pandemia...chiunque al mio posto avrebbe avuto dubbi e paure».

la scelta

«Una squadra serve a dare forza e devo dire che la forza alla fine è arrivata da più parti. Ancora adesso c’è chi mi ferma per strada e la voglia comunque di andare avanti in politica c’è. Io ho una mia connotazione, una mia identità e voglio che rimanga perché la gente ha bisogno di sapere chi si trova davanti. La politica, quella vera, è una cosa bella e importante e il centrodestra comunque ne ha dato prova mantenendo all’interno simboli e colori, che non sempre vanno demonizzati».

Infine, «un grazie va a chi dei miei ex colleghi mi è comunque stato vicino. Per il resto, è tempo di riflessioni e valutazioni. In bocca al lupo al nuovo sindaco e alla sua giunta, noi abbiamo fatto tanto e spero si possa valorizzare ogni singolo sforzo». —

an.bo.

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