Dodici abusivi in via 2 Abeti In uno stabile abbandonato cinque stranieri irregolari
Operazione della polizia nell’area che si estende dietro la stazione ferroviaria Un trentenne del Gambia trasferito nel Cpr di Torino
C’erano dodici persone all’interno di uno stabile abbandonato in via 2 Abeti. Una struttura fatiscente e in pessime condizioni igienico sanitarie, scrive la questura che ha disposto ed effettuato l’ispezione mobilitando gli agenti dell’Ufficio Immigrazione e dell’Ufficio Volanti.
L’immobile era utilizzato come dimora di fortuna, un riparo per nascondersi e dove creare un giaciglio per passare la notte. L’operazione, messa in opera l’altro ieri, è stata programmata per contrastare l’immigrazione irregolare, con sopralluoghi all’interno di alcuni stabili non occupati dove vivono spacciatori e cittadini irregolari.
I controlli si sono concentrati in un’ampia zona che si estende alle spalle della stazione ferroviaria, dalla quale è possibile raggiungere, attraverso il sottopasso pedonale, un’area racchiusa tra via Modena, via Scalambra, l’area dell’ex distilleria e via 2 Abeti.
Le persone sono state accompagnate in questura per essere sottoposte ad accertamenti identificativi e a rilievi dattiloscopici.
Cinque stranieri, due dei quali gambiani e tre marocchini, sono risultati irregolari sul territorio nazionale, mentre per gli altri sono in atto ricorsi nelle competenti commissioni per il riconoscimento della protezione internazionale. Per un cittadino gambiano di 30 anni, con numerosi precedenti penali e di polizia per resistenza a pubblico ufficiale, detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti e reati in materia di immigrazione clandestina, è stata valutata la pericolosità sociale e il questore, Cesare Capocasa, ha ordinato l’accompagnamento nel Centro di Permanenza per i Rimpatri di Torino. Dal capoluogo piemontese l’uomo verrà successivamente imbarcato su un volo charter per il suo Paese d’origine. Agli altri cittadini irregolari, conclude la questura, sono stati emessi e notificati provvedimenti di espulsione e l’ordine di lasciare il territorio nazionale entro 7 giorni. —
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