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Il dramma dell’operaio ucciso in superstrada «Una morte assurda»

d.b.
Il dramma dell’operaio ucciso in superstrada «Una morte assurda»

Investito a 40 anni: parla il titolare della ditta per cui lavorava «Impossibile non vedere il cantiere. Ora vicini alla famiglia»

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«Augustine era un bravo lavoratore, sempre col sorriso, per questo da due anni lo richiamavamo per lavori stagionali, dopo che per noi aveva già lavorato in passato». A parlare, commosso, è Gabriele Pezzi, titolari di Cims segnaletica, l’azienda di Castel Guelfo (Bo) per la quale lavorava come stagionale Augustine Aigbovo. Il 40enne originario del Gambia, residente a Ozzano Emilia (Bo) con la famiglia, è l’uomo morto mercoledì pomeriggio sul racconto della superstrada, vicino allo svincolo per Cona, investito da un’automobile il cui conducente non ha visto il cantiere in corso. «E dire che i nostri tabelloni è impossibile non vederli - continua Pezzi -, sono grandi, luminosi e si vedono fino a 2 chilometri di distanza. È la prima volta che accade una tragedia di questo tipo per la nostra azienda».

In effetti, anche molte persone passate sul luogo della tragedia poco prima avevano notato il cantiere. Il 40enne stava raccogliendo i cinesini, quando la Fiat Panda l’ha investito, per poi finire contro il camion della Cims.

la famiglia

Aigbovo viveva con la moglie Blessing Uyigue e il figlio di quasi 5 anni a Ozzano Emilia, ma faceva ogni anno la spola con la Nigeria. In Italia aveva lavorato a lungo per la cooperativa Platinum di Castel Maggiore, effettuando soprattutto servizi di facchinaggio. Poi, una volta che la cooperativa ha ridotto il personale, Aigbovo ha iniziato ad effettuare lavori di vario tipo. «Qualche anno fa lavorò per noi e ci trovammo bene - racconta Pezzi -, così l’ho richiamato nel 2019 e quest’anno. Lo aspettavamo a marzo, ma per il Covid ha iniziato solo a settembre. Quando è successa la tragedia i quattro colleghi mi hanno subito chiamato e sono andato sul posto. Una morte assurda, anche perché le protezioni le usiamo secondo quanto richiesto, ma sono sempre relative a quello che accade. Di certo c’è che le vittime ci sono e sono tante».

Il corpo di Aigbodo attualmente è in Medicina legale, mentre moglie e figlioletto durante questi giorni difficili avranno un aiuto in più: «La moglie l’ho contattata oggi - dice Pezzi -, pronto a darle tutta l’assistenza che serve. Siamo a sua disposizione per tutto, è il minimo...». —

d.b.

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