La caccia ha riaperto e anche le polemiche «Sparano vicino alle case È molto pericoloso»
Coro di proteste nel Basso Ferrarese: abbiamo paura a uscire I cacciatori: «Non è vero, rispettiamo le regole. È solo rumore»
IL CASO
Coro di proteste nel Basso Ferrarese, da Comacchio a Codigoro, da Pontemaodino a Lagosanto per l’eccessiva vicinanza a strade e abitazioni delle doppiette dei cacciatori. Domenica è iniziata la stagione venatoria, ma sono già scattate le polemiche, per la presunta inosservanza di alcune norme da parte dei cacciatori.
le segnalazioni
«Lavoro nello studio di un commercialista a San Giuseppe – afferma Domenico Manfrini, impiegato comacchiese –, e viste le giornate di bel tempo, continuo a spostarmi in scooter o in bicicletta, servendomi della strada interna, la strada del Rosario, che arriva direttamente a San Giuseppe. Stamattina, già prima delle 8 – lamenta Manfrini –, all’altezza del cavalcavia che attraversa la superstrada mi sono imbattuto in due cacciatori, con fucile imbracciato e rispettivi cani. Erano a ridosso del ciglio della strada e non in aperta campagna. Mi chiedo cosa possa succedere se dovesse partire un colpo o se uno dei cani, inseguendo una traccia, attraversasse la strada mentre passa un’automobile o supera la scarpata del cavalcavia, per finire direttamente sulla superstrada».
Preoccupazioni sono emerse anche da famiglie che vivono a ridosso della via Argine Assunteria a Codigoro e in località Fronte I Tronco a Pontemaodino. Gli spari dei fucili in azione rimbombano sulle facciate delle case destando allarme tra i residenti.
Cacciatori ed associazioni venatorie, tuttavia, prendendo le distanze dalle accuse, puntualizzano alcuni aspetti.
la reazione
«Posso affermare che i cacciatori sono scrupolosi ad osservare le norme – dice Sergio Frasson, presidente provinciale di Enalcaccia –; come avviene per strada, quando qualcuno compie un sorpasso azzardato, può succedere che qualcuno sgarri, ma i cacciatori conoscono bene le regole e sanno che non devono avvicinarsi oltre i 150 metri da case e strade. Magari qualcuno terrà una distanza di 145 metri, anziché di 150 metri, ma se lo fa è perché agisce in buona fede e non intenzionalmente. Sono convinto – osserva Frasson-, che questa sia l’ennesima sortita degli animalisti che odiano i cacciatori».
«I nostri fucili hanno un calibro 12 – fa notare Umberto Cavallari, un cacciatore –, per forza si sente il botto anche a distanza, ma siamo tutti molto attenti. Non abbiamo mai colpito podisti o camminatori e neppure case. Manteniamo le distanze e comunque i pallini del fucile non arrivano oltre i 50 metri». —
KATIA ROMAGNOLI
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