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Salmonella tra i tacchini scoperta dai controlli dei veterinari dell’Asl

Salmonella tra i tacchini scoperta dai controlli dei veterinari dell’Asl

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La prevenzione contro la presenza di salmonella nelle aziende avicole funziona. La dimostrazione l’ha data il servizio veterinario dell’Asl, che nei giorni scorsi durante controlli già stabiliti, ha trovato tracce del batterio su una delle lettiere di un allevamento di tacchini a Filo.

La scoperta dei veterinari ha permesso di bloccare ben prima del nascere la eventuale formazione di un eventuale focolaio. Quindi nessuna necessità di abbattimento di capi (come invece accaduto ad esempio nel 2015 a Codigoro e l’anno successivo a Portoverrara) e nessun problema per la salute, ma solo la necessità da parte dell’allevamento - che peraltro effettua anche in proprio controlli periodici e il cui titolare risponde dell’applicazione delle norme di prevenzione - di seguire norme che regolano l’avviamento al macello e le successive fasi prima della introduzione delle carni sul mercato. Ad esempio nella fase di macellazione i capi dell’allevamento “sospetto” sono tenuti per ultimi nell’ambito del processo produttivo e si procede poi a sanificazione degli ambienti.

I controlli del Servizio veterinario dell’Asl che hanno portato a bloccare prima del nascere la possibile proliferazione del batterio, rientrano nell’ambito del piano triennale che è stato predisposto dal ministero della Sanità, rispondendo a precisi regolamenti dell’Unione europea, proprio per il controllo necessario a contrastare la presenza della salmonella negli allevamenti avicoli. —

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