Bufera sul post antiviolenza Fabbri attacca Pd e Regione Lori replica: niente sostegno
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Non accennano a placarsi le polemiche sorte nella giornate di giovedì a causa di una pubblicazione sui social del Comune di Ferrara di un post per promuovere una campagna conto la stupro e la violenza sulle donne. In realtà è stato lanciato un messaggio fuorviante, trasformatosi in un boomerang. Tra l’altro nel post c’erano anche i simboli dei promotori dal Comune alla Regione alla LegaCoop. Dopo le scuse di Comune e Lega Coop per il messaggio poco chiaro, sono poi arrivati gli attacchi del Pd per voce della capogruppo in consiglio regionale Marcella Zappaterra che chiedeva di togliere il contributo alla comunicazione riservato al Comune di Ferrara.
L’indomani è arrivato l’affondo del sindaco Alan Fabbri: «La campagna di comunicazione contestata in queste ore è stata avallata e finanziata dalla Regione nell’ambito del progetto europeo (Shaping Fair Cities), è stata realizzata dall’agenzia di comunicazione Deltacommerce e ha come partner (visibili nel banner) oltre alla stessa Regione, tra gli altri anche LegaCoop e l’Unione Europea. Come dimostra lo scambio di mail intercorso con i nostri uffici, proprio la Regione Emilia-Romagna il 9 settembre ha giudicato il “piano” «molto interessante e ben strutturato». Il Pd e quei pezzi di opposizione che strumentalizzano e che hanno artatamente creato un caso, si rivolgano quindi alla Regione – che il Pd governa – per ottenere spiegazioni».
Nel pomeriggio è arrivata la replica della Regione: «Non abbiamo dato nessun via libera all’iniziativa. Un nostro dipendente ha ricevuto una mail da un dipendente del Comune di Ferrara e non è seguita nessuna autorizzazione o una comunicazione ufficiale dai dirigenti e il giudizio del dipendente regionale riguardava il piano nel suo complesso, non certo una card isolata da pubblicare senza contestualizzazione. L’assessore Lori ha poi replicato a Fabbri: «per questa iniziativa che vede il Comune di Ferrara capofila, la Regione non darà un euro». —
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