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cronaca

Un parco per ricordare Aldro, i Modena City Ramblers la Curva Ovest cantano per lui

A Ospital Monacale, commozione, lacrime e parole per ricordare il ragazzo a quindici anni dalla morte. Adesso anche il giardino porta il suo nome. Il papà: «Un grazie a tutti voi»


26 settembre 2020 franco corli


OSPITAL MONACALE. Un grande striscione della Curva Ovest della Spal con la sua immagine. I genitori, ma anche i Modena City Rambles: tutti insieme per Federico Aldrovandi a quindici anni dalla sua assurda e inaccettabile morte e il paese di Ospital Monacale da ieri ha un parco intitolato a suo nome.

la cerimonia. Un parco dove i bambini possono correre, come piaceva a lui, per non dimenticare Federico, ucciso da «persone sbagliate in divisa», secondo le parole semplici ma toccanti del padre Lino, che ieri sera assieme al sindaco di Argenta Andrea Baldini (con la benedizione del religioso officiante la cerimonia, don Alvaro) ha scoperto la targa col nome del figlio nel piccolo parco in via Bellini.

Un modo per onorare il giovane che proprio in un giardino pubblico si imbatté nella polizia e finì prematuramente la sua vita il 25 settembre del 2005.

Una storia, quella di Federico, che ha sconvolto un intero Paese e ieri sono tanti coloro che, in maniera diversa ma sempre sentita, hanno voluto ricordarlo. Tra tutti i Modena City Rambles che gli dedicarono una canzone, il cui testo è stato letto con gli occhi pieni di lacrime. E poi il coro degli amici della Curva che sono arrivati con l’immancabile striscione “Ovunque sei, la tua vita è con noi”, con applausi che sembravano infiniti.

le parole. «Abbiamo deciso di dare il suo nome al parco perché lo hanno chiesto in primo luogo i cittadini. Ed è poi un modo per ricordare Federico, perché il dolore di questa madre e di questa madre è un dolore insopportabile e quello che è successo non può essere dimenticato», ha detto tra l’altro il sindaco argentano Andrea Baldini.

«Ringrazio tutti voi, oltre al sindaco per questa intitolazione del parco locale – ha detto papà Lino –. La tua vita è stata strappata a soli 18 anni. Il 25 settembre di ogni anno, giunta l’alba, si ripete quello che per me rimarrà per sempre un incubo, o peggio, il ricordo orribile dell’uccisione di un figlio da parte di chi avrebbe dovuto proteggergli la vita. Ora i bambini giocheranno tra le tue braccia e il tuo nome è elevato forte e tu li proteggi dal cielo». Sono finite le indagini e i processi, sono ormai passate le polemiche, resta una mobilitazione che non vuole dimenticare un 18enne diventato, morendo per mano delle forze dell’ordine, simbolo anche per altre tragedie. Per la morte del 18enne furono condannati in via definitiva quattro poliziotti delle volanti: Monica Segatto, Paolo Forlani, Luca Pollastri ed Enzo Pontani. —

franco corli. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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