Spacciavano droga ai clienti dello “spritz” I testimoni dal giudice
La droga al posto dello “spritz”. L’ordine infatti era apparentemente innocuo: la bevanda di moda, reclamizzata anche alla tv. Il processo è entrato nel vivo ieri, in tribunale, con l’escussione dei clienti degli imputati che sono accusati di aver ceduto importanti quantità di stupefacenti, in particolare marijuana ma anche cocaina, in pieno centro storico tra gli avventori di un chiosco che all’epoca dei fatti – sette anni fa - vendeva “sballo”.
Clientela ben informata e selezionata: studenti universitari, commercianti e anche pregiudicati che diventavano a loro volta spacciatori per foraggiare giovani cinsumatori. Italiani, ferraresi, calabresi e un veneto, ben conosciuto anche nella provincia estense: Ferdinando Scremin, ex componente della Mala del Brenta, trafficante di droga, chiamato davanti al giudice assieme ad altri 7 imputati (Assunto Luigi Morabito, Daniele Pressamariti, Franco Candela, Gianni Atti, Marco Atti, Natalia Cazacu, Stefano Scremin) mentre altri quattro hanno già chiuso patteggiando la pena (2 anni per Carmine Ambrosio, Ivana Sicilia, Nicola Dalle Molle e Micaela Buzzoni).
Il processo si è aperto lo scorso febbraio, giudice Francesca Caucci e pm Stefano Longhi, dopo la conclusione dei patteggiamenti.
Nel procedimento è stata condotta anche una perizia sulle intercettazioni “catturate” dall’inchiesta: 33mila telefonate, quelle che la Squadra mobile intercettò dal novembre 2012, quando partirono le indagini dopo una rapina che aveva portato gli investigatori sulle tracce di Scremin. Ieri alcuni testimoni hanno confermato l’attività illecita cresciuta attorno al chiosco, dove con le telecamere nascoste si allungò l’occhio degli inquirenti per individuare gli strani traffici che si incrociavano con ordinazioni lecite tra i tavolini di quell’esercizio commerciale.
Centinaia gli episodi contestati. Uno dei testimoni, dopo aver prospettato la propria attività di spacciatore oltre che di cliente, ieri è stato fermato dal giudice: dovrà ritornare col proprio avvocato. L’attività di spaccio si espandeva oltre a Ferrara, anche nel vicino Veneto. —
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