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Aglio, l’oro bianco di Voghiera «Annata buona e di qualità»

Andrea Tebaldi
Aglio, l’oro bianco di Voghiera «Annata buona e di qualità»

L’analisi di Ettore Navarra amministratore della società “Le Aie” all’avanguardia sul mercato «Fondamentale il processo di essicazione per dare conservabilità al prodotto Dop» 

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L’intervista

In Emilia Romagna sono 390 gli ettari dedicati alla coltivazione dell’aglio, con Ferrara che ne detiene il primato con 190 ettari, dei quali almeno 100 destinati alla produzione di Aglio di Voghiera Dop. Cinque i Comuni della zona geografica di produzione dell’aglio di Voghiera: Voghiera, Masi Torello, Portomaggiore, Argenta e Ferrara; 40 le aziende produttrici e tre i confezionatori e distributori, a loro volta produttori, tra cui la Società Agricola “Le Aie srl”, il cui amministratore è Ettore Navarra (componente sezione orticola Confagricoltura Ferrara). Vera eccellenza della produzione ferrarese, nel 2010 l’aglio di Voghiera ha ottenuto il riconoscimento ufficiale del marchio Dop.

A Ettore Navarra chiediamo come è andata la campagna di raccolta 2020.

«Ad essiccazione del prodotto conclusa, si può dire che le produzioni sono risultate mediamente superiori alla media degli ultimi anni, il calibro è sostenuto ed è stata buona è anche la qualità alla raccolta. Certamente ha aiutato un andamento stagionale favorevole, con piogge mediamente distribuite e non concentrate, come era successo a maggio 2019. Se le condizioni meteo sono state ottimali fino al raccolto, non possiamo dire la stessa cosa per il periodo dell’essicazione, passaggio fondamentale per dare conservabilità al prodotto nel tempo, ma che vede il nostro territorio penalizzato da un’umidità sempre molto elevata. Oggi l’utilizzo di essiccatoi dedicati ci ha permesso di poter gestire meglio la fase di essicazione, controllando i valori di temperatura e umidità».

Cosa predilige e, al contrario, cosa teme l’aglio?

«L’aglio come coltura predilige terreni sciolti, con sabbia, di medio impasto e soprattutto permeabili, ma non disdegna anche terreni tendenzialmente argillosi purché ben drenati, non sopporta i ristagni idrici. Teme inoltre le condizioni ambientali estreme, la pioggia, l’umidità e il calore eccessivi, soprattutto in prossimità della raccolta. Quest’anno non si sono riscontrate nuove fitopatie, si sono invece acuite quelle vecchie, in particolare quelle funginee. Le strategie di lotta che osserviamo, sempre più rispettose dell’ambiente, hanno finito per diventare irrispettose della coltura; per essere più chiari, abbiamo sempre meno strumenti di protezione contro vecchie e nuove fitopatie».

Covid 19. La vostra azienda ha avuto problemi per il reperimento di manodopera?

«Il Covid non ci ha creato problemi diretti, come il reperimento di manodopera, perché nella nostra realtà aziendale lavoriamo ormai da anni con personale del territorio; qualche difficoltà si è presentata nell’approntare le nuove procedure di sicurezza, che alla fine si traducono in costi maggiori per l’azienda».

L’aglio di Voghiera Dop è tra i più rinomati a livello nazionale e l’azienda “Le Aie srl” è stata la prima a produrlo...

«L’azienda Le Aie srl è nata nel 2006, ed è indissolubilmente legata alla storia dell’aglio di Voghiera Dop e al suo territorio. Fin da subito abbiamo creduto nel prodotto Dop di Voghiera e Le Aie è stata la prima azienda a produrlo e a immetterlo sul mercato con il marchio Dop. Nata dopo studi e approfondimenti colturali che ci hanno portato ad un confronto con realtà d’eccellenza, europee ed extra UE, oggi in azienda coltiviamo annualmente circa cinquanta ettari di aglio, il 70% dei quali riservato ad aglio Dop. Noi produttori di aglio di Voghiera Dop ci siamo impegnati a selezionare di anno in anno i bulbilli migliori, al fine di ottenere un prodotto con caratteristiche morfologiche e agronomiche distintive quali il colore particolarmente bianco e lucente, la grossa pezzatura e l’alta conservabilità. Il nostro “oro bianco” conta una storia sul territorio di molti secoli, e grazie alla creatività e all’impegno congiunto di tanti agricoltori e di amministratori lungimiranti, è riuscito ad ottenere la certificazione del marchio europeo Dop, un riconoscimento qualitativo che ci ha portato a superare i confini nazionali». –

Andrea Tebaldi

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