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Emergenza coronavirus a Ferrara
terapie anti-covid 

Al via studio regionale sul plasma iperimmune

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In Emilia Romagna prende il via un nuovo studio, programmato dalla Regione fino al 31 dicembre ma prorogabile, «per valutare la fattibilità di un percorso di produzione di plasma, la componente liquida del sangue, da pazienti e donatori che hanno contratto l’infezione da Sars-cov-2 sviluppando poi gli anticorpi», scrive l’ente. L’immunoterapia passiva effettuata con l’impiego del plasma dei pazienti guariti - definito plasma iperimmune o “convalescent plasma” - potrebbe infatti rappresentare un approccio da tenere in considerazione nel trattamento delle infezioni da Coronavirus sulla base delle esperienze maturate in altri Paesi, tra cui Cina e Stati Uniti, aggiunge la Regione. Il protocollo, predisposto dal Centro regionale sangue e dall’Agenzia sanitaria insieme all’assessorato regionale, arruolerà su base volontaria due gruppi di persone: i pazienti che hanno sviluppato l’infezione in tempi recentissimi, precedentemente ospedalizzati o in quarantena fiduciaria a domicilio e attualmente guariti; e i donatori periodici volontari di plasma, che hanno contratto l’infezione con pochi o nessun sintomo, individuati tra coloro che si presentano per l’aferesi (donazione di plasma) periodica. Sono 35.623 i donatori di sangue emiliano-romagnoli che finora si sono sottoposti volontariamente allo screening regionale: 61% di adesioni su 58.483 complessivi. Positivi al sierologico 873 donatori, 4 al tampone. A Ferrara 3.151 i donatori testati, 27 positivi al sierologico, nessuno al tampone. —

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