Carife, riparte anche la causa civile Si torna in aula dopo anni di stop
Eppur si muove, anche il processo civile per i danni del crac di vecchia Carife: martedì prossimo, infatti, a 5 anni dai primi atti e dopo uno stop di oltre due anni per motivi tecnici e di assegnazione di giudice dovuti alla scomparsa del giudice titolare che aveva seguito il processo fin dall’inizio, l’azione di responsabilità nei confronti di 30 ex amministratori entrerà nel vivo. Una richiesta danni contro chi gestì la Carife tra gli anni 2007 e 2013, quando la banca venne commissariata. L’azione di responsabilità venne attivata ancor prima del crac della banca avvenuta nel novembre 2015 (la risoluzione del decreto salva-banche) e febbraio 2016 (dichiarazione di insolvenza, e furono gli allora commissari Vecchia Carife, Blandini e Capitanio a depositare le prime carte e innescare la causa. Poi ereditata dal presidente Nuova Carife, Nicastro che alla somma dei 300 milioni di euro di danni, secondo i ricalcoli dopo il crac, portò il buco a 800 milioni di euro: una cifra tuttavia virtuale, poiché alla fine resta la richiesta di 100 milioni di euro contro i 30 ex amministratori, ridotti a questa cifra per motivi tecnici e di opportunità. L’udienza fissata per martedì prossimo vedrà il giudice Rita Chierici decidere e valutare tutte le varie istanze, ormai arrivate al rush finale. Ricordiamo che nel corso della causa, vennero chiesti i sequestri conservativi dei beni dei 30 ex amministratori, ma il precedente giudice Daria Sbariscia non accolse la proposta. –
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