Edifici degradati in piazza Santo Spirito Pressing sui privati
Il decoro urbano lascia a desiderare nell’area del Castello La vicenda finisce in consiglio, i proprietari rimedieranno
MESOLA
Da un lato le torri merlate dello splendido Castello Estense cinquecentesco, dall’altro la facciata austera della settecentesca chiesa arcipretale. Ma nell’angolo anche alcuni edifici in cattive condizioni: più recenti rispetto ai celebrati “coinquilini”, eppure il segno del tempo che passa non è dei più felici.
Siamo in piazza Santo Spirito, nel cuore di Mesola, e l’accostamento tra le bellezze del centro storico e qualche pecca non è passata inosservata. Il tema è stato affrontato nel corso dell’ultima seduta di consiglio comunale.
A sollevarlo ci ha pensato il consigliere di minoranza Carlo Ragazzi. «Ormai da qualche tempo passando per piazza Santo Spirito – ha detto il capogruppo di Mesola Cambia – ho visto che c’è una forte situazione di degrado in alcuni immobili privati, allora vorrei capire se il sindaco ne è a conoscenza e se sono previsti interventi in tempi ragionevoli, oppure se dobbiamo aspettare che crolli tutto e poi dopo prendere in mano la questione».
A sostegno della sua richiesta Ragazzi ha citato gli ingenti investimenti effettuati dall’amministrazione comunale nel corso degli anni, «quindi accettare una situazione di quel genere vuol dire che qualcosa non funziona. Volevo capire – ha concluso il suo intervento il consigliere ed ex candidato sindaco alle ultime amministrative – se c’è qualche progetto presentato. Mi rendo conto che è proprietà privata, però c’è un decoro urbano».
La vicenda non è nuova alle orecchie di Gianni Michele Padovani. «L’Ufficio tecnico comunale – spiega il sindaco mesolano –, allertato da questa situazione, ha subito comunicato ai proprietari con testimonianza fotografica e mi risulta che gli stessi proprietari abbiano già fatto un sopralluogo e abbiano intenzione di risolvere il problema, quantomeno coprendo la parte fallata, in sostanza».
Sui tempi e i modi dell’intervento, ha proseguito Padovani, ancora non c’è certezza. Di sicuro c’è che «passando di lì la situazione è un pugno allo stomaco – ha aggiunto il primo cittadino –, però noi più che incentivare il privato a porre rimedio non possiamo fare».
Qualche altra informazione l’ha data il vicesindaco Elisa Bellini: «I proprietari si sono interessati e ho saputo che hanno dato un incarico a un professionista e a quanto pare hanno trovato un acquirente. Per cui sistemeranno il tetto, speriamo entro un periodo breve». —
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