Vertenza Celanese Scatta lo sciopero degli straordinari
Da domani al 27 ottobre nei due stabilimenti ferraresi I sindacati contestano la reticenza dell’azienda
Sciopero dello straordinario nei due stabilimenti ferraresi del gruppo Celanese per un mese. È questa la prima risposta dei rappresentati dei lavoratori dei siti di piazzale Donegani e via Marconi alla conferma da parte della multinazionale texana di chiudere al 31 giugno 2021 lo stabilimento di via Marconi, con spostamento delle attività a Forlì, e della contestuale richiesta d’incrementare le produzioni per soddisfare le aumentate richieste dei clienti. L’agitazione è stata decisa nell’assemblea di venerdì che ha anche già previsto d’intensificare la mobilitazione in caso non venga presentato al prossimo tavolo regionale il piano industriale aziendale «e non vengano date garanzie sulla prosecuzione dell’attività del sito di Celanese Marconi». Un motivo di scontro è l’individuazione di un acquirente “credibile” per lo stabilimento in chiusura, che l’azienda si è detta disponibile a ricercare ma non a «discutere sulla sua individuazione».
Lo sciopero dello straordinario è proclamato da domani a martedì 27 ottobre e riguarda il personale Celanese degli stabilimenti ferraresi. I lavoratori definiscono “paradossale” la richiesta d’incrementare le produzioni, e hanno deciso di «respingere ogni richiesta aziendale finalizzata ad incrementare con interventi organizzativi dei turni la produzione degli stabilimenti, in particolar modo in quello di Marconi».
Al vicepresidente manifacturing Celanese, Christo Zemering, presidente al primo tavolo regionale che si è svolto a Bologna la scorsa settimana, i rappresentanti dei lavoratori attribuiscono una «persistente reticenza» sulla richiesta sindacale di presentare formalmente un piano industriale «a garanzia del mantenimento in attività (anche attraverso cessione) del sito di via Marconi e del rilancio dei siti di Forlì e di Donegani». Altrettanta scarsa disponibilità Zemering avrebbe mostrato sulla possibilità di definire congiuntamente, con i lavoratori e l’assessorato regionale, i criteri che certifichino la credibilità dell’acquirente e le sue intenzioni d’investire sul futuro sul sito. Per quanto riguarda, invece, il piano sociale di gestione del personale di via Marconi, che Celanese si è detta pronta a trasferire in toto a Forlì, ha risposto l’assessore Vincenzo Colla: la Regione non vuole discutere di piani sociali, è riassunto nella nota firmata da Rsu Celanese, Filctem, Femca e Uiltec, in coerenza con le politiche di sviluppo e di sostegno al lavoro e alle attività produttive praticate in Emilia Romagna; anche Colla ha insistito sulla credibilità dell’eventuale acquirente per via Marconi. Ora si attende la riconvocazione del tavolo regionale.
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