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Aldrovandi, monito dem: "Bologna gli intitoli un luogo, c'è in gioco la dignità"

Aldrovandi, monito dem: "Bologna gli intitoli un luogo, c'è in gioco la dignità"

Errani: "Va fatto nei prossimi giorni, lo dobbiamo ai giovani"

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BOLOGNA. Sono passati due anni, ma l'intitolazione di un luogo di Bologna a Federico Aldrovandi resta solo ancora una intenzione approvata dal consiglio comunale di Bologna. Il voto nell'aula di Palazzo d'Accursio risale al luglio del 2018; e si era fatta strada l'dea di dedicargli la zona dei campetti da basket vicini allo stadio dall'ara. Ma finora non è successo niente. E così oggi (28 settembre), in consigilio comunale, il dem Francesco Errani, è tornato a chiedere conto di quel proposito, a pochi giorni dall'anniversario della morte di Aldrovandi, il ragazzo che il 25 settembre di 15 anni fa venne ucciso a Ferrara per mano delle forze dell'ordine. Bisogna «poter finalmente intitolare nei prossimi giorni un luogo pubblico della nostra città a federico aldrovandi», incalza errani «oggi è importante continuare a tutelare la memoria di federico aldrovandi- continua- è importante continuare a ricordare e raccontare la verità Bologna non deve permettere che l'uccisione di Federico finisca per essere dimenticata. Lo dobbiamo alla famiglia di federico e ai suoi amici. lo dobbiamo a tutti noi e alla nostra dignità». Errani ricorda che nel 2013, il consiglio comunale conferì la cittadinanza onoraria a Patrizia Moretti, mamma di Aldrovandi; poi era arrivato l'odg per intitolare un luogo pubblico ad Aldrovandi, un obiettivo che resta "valido" per «rappresentare una risposta alla domanda che anche i nostri ragazzi potranno farsi: chi era federico aldrovandi?», specifica il dem.

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