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Banksy, un finale con il botto In quattro mesi 65mila presenze

Banksy, un finale con il botto In quattro mesi 65mila presenze

Si è chiusa ieri la mostra sullo street artist, fra un mese le opere di Ligabue  Il sindaco Fabbri: risultato fantastico, doppiati i pronostici più rosei

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Si è chiusa ieri la mostra “Un artista chiamato Banksy” a palazzo dei Diamanti i primi dati diramati dal Comune di Ferrara – ancora ufficiosi – parlano di circa 65mila visitatori nel complesso. La mostra sullo street-artist più famoso al mondo ha aperto i battenti il 30 maggio ed è stata pensata e progettata durante il lockdown. Per l’ultimo week end il presidente di Ferrara Arte Vittorio Sgarbi, con l’Amministrazione comunale, hanno progettato una chiusura no stop dalle 9 di venerdì 25 settembre alle 21 di ieri. Dopo il tutto esaurito delle ultime settimane le visite notturne hanno generato centinaia di prenotazioni.

Attualmente – ha fatto notare Vittorio Sgarbi, presidente di Ferrara Arte –, al di là della mostra “Raffaello 1520-1483” alle Scuderie del Quirinale (sospesa per circa 3 mesi a causa dell’emergenza coronavirus e chiusa il 30 agosto) non c’è stata altra mostra in Italia che abbia prodotto questi numeri.

La soddisfazione del sindaco

«La mostra “Un artista chiamato Banksy” è uno dei grandi segni della rinascita che vogliamo per Ferrara, la prima mostra inaugurata in Italia dopo il lockdown e dimostra la grande visione di Vittorio Sgarbi nell’aver creato un’occasione di forte richiamo per il grande pubblico in un palazzo meraviglioso come è Palazzo dei Diamanti – dice il sindaco di Ferrara Alan Fabbri –. Forse nessuno avrebbe mai pensato che si potesse arrivare a questo risultato: doppiare addirittura quelli che erano i pronostici più rosei. Senza restrizioni anti-Covid la mostra avrebbe addirittura superato quota 120.000 presenze. Ringrazio Sgarbi, l’assessore Marco Gulinelli, Auser, Europromos e tutti i dipendenti che hanno lavorato in questi mesi per rendere fruibile il più possibile, e in sicurezza, una mostra di grande impatto mediatico come questa».

Ligabue dal 30 ottobre

Tra un mese circa, il 30 ottobre, a Palazzo Diamanti sarà il momento di Antonio Ligabue. Giusto il tempo di riallestire le sale con altre, circa cento, opera dell’artista nato in Svizzera ed emiliano d’adozione per una rassegna che si preannuncia di grande interesse.

L’assessore alla cultura Marco Gulinelli sottolinea «l’impegno messo dall’Amministrazione e da tutto lo staff di Ferrara Arte, che ringrazio, per allestire una mostra che ha portato circa 65mila persone a riappropriarsi del piacere dell’arte e della cultura, dopo mesi di chiusura totale in cui avevamo perso la speranza dell’indomani – dice l’assessore Gulinelli –. Mantenere l’equilibrio di fronte alle fatalità: questo è quello che abbiamo imparato in questi ultimi, terribili, mesi. Resta poco tempo per gioire, per lasciare spazio al lavoro di un ennesimo e nuovo progetto di allestimento con la medesima forza e serietà. Questa è la vera gioia che alimenta la passione di chi amministra per le persone e non per se stesso». —

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