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il Personale della sanità 

Assunzioni e stabilizzazioni La Regione punta anche sul Mes

Gi.Ca.

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È una rincorsa che non si ferma mai. Ogni stabilizzazione viene seguita da uscite dal lavoro che creano nuove esigenze di compensare l’organico e così il giro riprende. Ma non c’è dubbio che nell’ultimo anno-anno e mezzo l’immissione di personale nelle aziende sanitarie del territorio si sia intensificata, negli ultimi mesi anche grazie alla semplificazione delle procedure consentita dall’emergenza Covid.

L’1 settembre scorso sono, ad esempio, andati a regime quattro rapporti di lavoro - le cui selezioni si sono concluse a luglio - per psicologi/psicoterapeuti assunti a tempo indeterminato dall’Asl. Altri sette rapporti di lavoro, sempre a tempo indeterminato, sono stati costituiti per altrettanti assistenti amministrativi un paio di settimane fa, sempre dall’Asl. Il Sant’Anna, invece, con varie motivazioni ha disposto l’assunzione, il 18 settembre scorso, di 8 infermieri (per un anno), di 2 fisioterapisti (per un anno), di un medico di Medicina legale (per 6 mesi). In questo caso si tratta di “tempi determinati”, che richiederanno - prima o poi - specifiche procedure di stabilizzazione.

Un altro modo di coprire “buchi” temporanei in organico è l’assunzione di co.co.co. o operatori in libera professione: il Sant’Anna ha utilizzato questa modalità per mettere in servizio (per esigenze legate alla pandemia) un medico specializzando in Medicina interna fino a dicembre 2020. L’Asl ha appena emesso un bando per la ricerca di ortopedici da arruolare con incarichi libero-professionali. L’ospedale di Cona, la scorsa settimana, ha dato il via libera all’assunzione a tempo indeterminato di due assistenti tecnici per la gestione della Biblioteca digitale e di tre anestesisti, mentre l’Asl ne assumerà uno in attesa di espletare il relativo concorso pubblico. Della questione personale, in particolare di stabilizzazioni, si parla anche in Regione.

Esigenze e risorse

Le migliaia di medici, infermieri e tecnici sanitari reclutati per l’emergenza Covid «non devono rimanere una parentesi», ha affermato l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini. Ieri ha lanciato un appello al governo per chiedere di sbloccare in tempi rapidi la partita del Mes, il fondo messo a disposizione dall’Unione Europea per gli investimenti in sanità.

«Questa opportunità va colta – ha dichiarato – non si può portare questa discussione troppo in avanti». Nel complesso, in Emilia-Romagna la cifra si potrebbe aggirare tra uno e due miliardi di euro, spiega l’assessore.

All’intervento sulle strutture, ha aggiunto Donini, si deve però accompagnare anche una maggiore integrazione col territorio. «Dobbiamo investire massicciamente le risorse che chiediamo per la sanità pubblica – ha detto l’assessore – per garantire livelli di assistenza e di cura considerando il domicilio del paziente come primo livello».

Gli oltre 4mila professionisti assunti in epoca Covid, ha concluso, «dovrebbero essere stabilizzati per avere organici adeguati». Donini ha anche sollecitato l’aumento dei posti nelle scuole di specializzazione. —

Gi.Ca.

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