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La filiera del grano duro in balia dei mercati

La filiera del grano duro in balia dei mercati

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«Attenzione ai falsi miti: la flessione del prezzo del grano duro - avverte il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Marcello Bonvicini - non dipende dal Ceta – il contratto di libero scambio tra Ue e Canada -, bensì da dinamiche dell’economia globale, in particolare la maxi offerta proveniente da paesi produttori top e il cambio euro/dollaro sfavorevole per la nostra produzione nazionale».

È scorretto e inutile, prosegue Bonvicini, continuare a illudere gli agricoltori. «Assistiamo ogni giorno a proclami di vittoria quando nulla è stato fatto finora, con l’incognita della instabilità dei mercati a evidenziare le varie dicotomie - spiega il presidente regionale dell’organizzazione agricola -. La filiera del grano “made in Italy” va costruita realmente, con una visione comune, all’interno di una organizzazione interprofessionale capace di unire attorno a un tavolo tutte le sue componenti - produttori, stoccatori, commercianti, con gli industriali del settore molitorio, pastario e mangimistico -, per dare un futuro alle nostre produzioni altrimenti, questa filiera ideale, rimarrà un concetto astratto». —

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