Il ponte della Barchessa manda su tutte le furie la minoranza consiliare
JOLANDA DI SAVOIA
La mancanza di chiarezza sui piani per il ponte della Barchessa, i rapporti in consiglio comunale e un’informazione che non arriva. Vanno giù duri i consiglieri comunali Gabriella Dellacecca e Raffaella Vezzali, della lista di minoranza “Voltiamo pagina”, nel contestare l’operato della giunta di Jolanda di Savoia. «Sono ormai 18 mesi - spiega Dellacecca- che il ponte è chiuso. E si parla di ponte disassato, non di una roba da nulla, ma da quando è chiuso nessuno dice nulla. Un intervento è necessario e nel più breve tempo possibile».
colpiti cittadini e aziende
Ci sono aziende, incalza la consigliera d’opposizione, «che hanno problemi notevoli, per i tragitti più lunghi obbligati dalla non praticabilità del ponte, e cittadini che per spostarsi e lavorare hanno bisogno di maggiori consumi di carburante, perdite di tempo e maggiori difficoltà nella vita di tutti i giorni. La Regione ha fondi che può mettere a disposizione e il Comune di Copparo, cointeressato, ha votato unanimemente un ordine del giorno in consiglio per un intervento risolutore. Ci sono i fondi per le aree interne che potrebbero essere impiegati, ma serve un coinvolgimento del Comune di Jolanda, secondo la quota che compete, serve un progetto, servono dei rilievi. Se il Comune di Jolanda non interviene, tutto si blocca. E nessuno sa quali sono le condizioni, i progetti, le mosse realizzate o preparate. L'amministrazione di Jolanda appare immobile, e alle domande non risponde».
«DA AGOSTO TUTTO TACE»
I consiglieri d’opposizione ricordano di aver chiesto a inizio agosto, «come l'opposizione di Copparo, di discutere del ponte in consiglio comunale. A Copparo la maggioranza ha leggermente modificato il documento e ha votato a favore di un intervento».
A Jolanda di Savoia, invece, «alla nostra richiesta di inserire il tema, non è stato risposto. Questa struttura per noi è fondamentale, e i cittadini hanno diritto di conoscere la situazione e i passi necessari per risolverla. Peccato che in consiglio non si riesca a parlarne. Oltre tutto abbiamo dovuto andare in consiglio in presenza, a porte chiuse e senza stampa e comunicazioni». —
ALESSANDRO BASSI
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