Nuova perizia sul crac Ma il giudice decide se dire stop alla causa
Tutti in aula, di nuovo, al tribunale delle imprese di Bologna per la causa civile legata alla richiesta danni dopo il crac della vecchia Cassa di Risparmio. Ieri mattina, dopo quasi due anni di stop, è ripartita la causa di azione di responsabilità attivata dagli ex commissari Carife contro 30 ex amministratori e dirigenti della banca per averla malgestito tra il 2007 e il 2013 e averla portata prima al commissariamento e quindi alla “risoluzione” e infine allo stato di insolvenza: il crac. Ieri mattina davanti al nuovo giudice Rita Chierici, si è discusso sull’aggiornamento della causa. I legali di Nuova Carife che hanno ereditato l’azione attivata dai commissari Blandini e Capitanio contro gli ex amministratori, hanno chiesto una nuova perizia contabile e la discussione si è concentrata su questa.
Il giudice, alla luce del fatto che la causa era già a conclusione, come aveva deciso il precedente giudice di trattenerla per la decisione (chiudere il “processo” e ordinare le conclusioni) e di fronte alle nuove richieste di riaprire di fatto la causa, si è riservata la decisione: tra una decina di giorni dovrà indicare quale sarà l’esito dell’azione Carife. Nel caso ravvisasse che ormai la causa non necessita approfondimenti (dopo che in questi anni si sono prodotti copiosi atti e carte) fisserà una udienza invitando le difese de 30 ex amministratori e i legali di Nuova Carife che chiedono i danni) a concludere e poi tutto passerà al collegio, tre giudici che dovranno nei termini di 60 gironi decidere se accogliere o non la richiesta danni, come, per quanto e contro chi. Nel caso, invece, in cui il giudice Chierici ritenesse che l’istruttoria non è completa, allora questo riaprirebbe la causa, allungando i tempi.
L’azione come ricordiamo venne attivata nel 2015, e la richiesta danni è di 100 milioni a fronte tuttavia di un ricalcolo, negli anni e dopo le varie fasi, che fissa a 800 milioni di euro i danni causati da chi ha diretto la banca negli ultimi 10 anni di vita. –
D. P.
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