«Restituite quei tre posti Covid al reparto I bimbi malati di tumore restino a Cona»
Per l’emergenza sanitaria da Covid-19 tre posti di degenza onco-pediatrica dell’ospedale di Cona sono stati riservati ad eventuali ricoveri di bimbi colpiti dal temibile virus, ma la scelta dell’azienda ha comportato disagi, per i genitori, che vivono quotidianamente con apprensione le patologie oncologiche dei loro figli.
Sonia Barillari, di Comacchio, mamma del piccolo Alex, colpito da una grave forma tumorale (sarcoma di Ewing), insieme ad altre due giovani donne, Sara Cabrini, di Copparo, e Francesca Sangiorgi, di Portomaggiore, ha deciso di lanciare il cuore oltre gli ostacoli per chiedere che i tre posti letto «vengano ripristinati per i ricoveri di oncoematologia pediatrica. Quelle tre stanze – prosegue Sonia – con un letto per ciascuna, sono state individuate come reparto Covid pediatrico d’emergenza, ma non sono state usate e noi ne abbiamo bisogno, perché i nostri bimbi si sottopongono a terapie pesanti e possono anche ammalarsi più frequentemente rispetto agli altri. In caso di ricovero verrebbero mandati a Bologna. Dall’inizio del lockdown a tutt’oggi, per evitare il ricorso ai ricoveri, che avrebbero comportato il trasferimento dei piccoli pazienti oncologici nel capoluogo della regione, il Day Hospital oncologico pediatrico ha fatto e sta facendo i salti mortali. «Ci sono terapie che durano anche 12 ore – prosegue Sara Cabrini – e quindi il personale magnifico che opera al suo interno e che non smetteremo mai di ringraziare, fa orario continuato e straordinari, anche il sabato, quando il reparto dovrebbe essere chiuso. Tutto questo per venirci incontro. Ad agosto due bimbi colpiti da leucemia sono stati dirottati a Bologna direttamente, perché richiedevano cure continuative di almeno 40 giorni». L’obiettivo delle tre mamme non è quello di innescare una polemica, ma di avviare un percorso propositivo, sempre nell’ottica della collaborazione con l’azienda sanitaria.
«Il 21 settembre scorso – sottolinea Sonia Barillari – sono stata ricevuta dal direttore generale del Sant’Anna, Paola Bardasi, alla quale ho sollecitato il ripristino di quelle 3 stanze, perché a noi servono. Non è un nostro capriccio, ma un dovere, un atto d’amore per restituire la salute ai nostri figli. La dottoressa Bardasi si è mostrata molto sensibile e mi ha assicurato che, appena si allenterà la morsa dell’epidemia, torneranno ai nostri bimbi».
Sono 40 i pazienti oncologici, che come Alex, il figlio di Sara e la figlia di Francesca necessitano di cure e monitoraggio costanti. «Andare a Bologna – precisa Francesca Sangiorgi – per i nostri figli sarebbe massacrante a livello psicologico. Si sentono ormai a casa a Cona».
Le tre mamme rivolgono un sentito ringraziamento a Roberta Brunelli, direttrice del Day Hospital oncopediatrico, a Simona (braccio destro), a Barbara, Anna, Paola e Simona, infermiere e agli specializzandi. —
KATIA ROMAGNOLI
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